Recupero e riciclo di acqua e plastica alle Cinque Terre fondamentali per l’ambiente

di Anna Mori – Su questi temi sono intervenuti Donatella Bianchi, Presidente del Parco delle Cinque Terre, e Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren.

Nel corso di un evento sul turismo sostenibile, abbiamo incontrato Donatella Bianchi, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, e Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, che sono intervenuti sul tema del recupero e della gestione delle acque reflue e delle plastiche alle Cinque Terre, territorio di enorme bellezza, ma molto delicato dal punto di vista ambientale e soggetto ad una pressione turistica molto elevata.

“Sul recupero delle acque reflue, ci sono ragionamenti in corso -  ha dichiarato Luca dal Fabbro - Il piano è collettare le acque in impianti già esistenti, laddove non è necessario non vogliamo costruire nuovi impianti, ma fare scelte intelligenti che servano alla popolazione.



La questione della raccolta dell’acqua è un tema fondamentale. Abbiamo per tanti anni pensato che l’acqua fosse un bene a disposizione e abbondante, oggi con la siccità ci siamo accorti che l’acqua scarseggia. Ci sono previsioni secondo le quali in Italia nei prossimi cinque anni ci saranno gravissime crisi idriche. Dobbiamo quindi gestire meglio l’acqua, dobbiamo raccoglierla, depurarla, filtrarla. Pensate che in Israele l’85% delle acque reflue viene raccolta, noi le gettiamo in mare. L’acqua reflua è una ricchezza, come il rifiuto, può essere riutilizzata, potabilizzata, e utilizzata a scopi idrici per l’agricoltura”.


Sulla questione delle plastiche è invece intervenuta Donatella Bianchi: “Il problema della plastica è grave in tutto il Mediterraneo, la plastica non si ferma in una determinata area, ma purtroppo la ritroviamo ovunque.


Ogni giorno finiscono in acqua circa 500 containers di plastica, parliamo di 33.800 bottigliette al minuto. Questo unito al riscaldamento spaventoso del mare e alle temperature marine naturalmente crea delle condizioni impossibili di sopravvivenza per la biodiversità ed entra nella catena alimentare.

Per questo iniziative come questa devono essere replicate, sono un esempio di quello che possiamo fare. La plastica va utilizzata il meno possibile, dobbiamo tornare ad essere ‘plastic-free’, dobbiamo creare perché le persone possano smaltirla correttamente, creando un’economia circolare”.

“Con il Parco organizzeremo delle isole ecologiche aggiuntive per gli operatori del territorio – ha aggiunto Donatella Bianchi - che hanno bisogno di conferire i loro rifiuti. Con IREN e la Provincia stiamo cercando tutti insieme di cambiare le cose, di essere un esempio. Da qui partirà questo segnale, vogliamo essere più green e sostenibili, ma dobbiamo dare alle persone i mezzi per esserlo veramente, altrimenti non ci sarà transizione ecologica, che passa attraverso una serie di scelte e di fattori”.

Facendo riferimento poi al tema della forte pressione turistica e all’incontro avuto con il Ministro Garavaglia di alcuni giorni fa, la Presidente dell’Ente Parco ha concluso: “La tassa di sbarco, anziché di soggiorno, è un’idea che è venuta dai comuni, con il Ministro Garavaglia ho parlato di soluzioni per la gestione dei flussi che devono essere immaginate su misura.

Le Cinque Terre sono un ‘unicum’, non possiamo immaginare le stesse soluzioni di Venezia, di Capri o di altre destinazioni sovraffollate. Dobbiamo trovare soluzioni e sistemi di controllo e gestione dei flussi diverse e innovative. A novembre ci saranno gli Stati Generali del Turismo, saremo presenti, le Cinque Terre saranno un tema centrale in questa nuova strategia di gestione del turismo a livello nazionale.

Ma noi abbiamo certamente un problema che va affrontato, che non può essere visto solo in chiave economica, perché la pressione e l’impatto di questi flussi ha ricadute ambientali. A prescindere dalle compensazioni finanziarie che potremmo avere dalle tasse di sbarco, comunque le Cinque Terre devono essere valutate anche per la loro capacità di resistenza e resilienza a questi impatti. Quindi dobbiamo riportare la discussione sul piano del rispetto di un Parco Naturale”.
 

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