fbpx

Accedi al tuo account

Nome utente*
Password *
Ricordami

Gli auguri del PCI: "Per una società giusta, equa e volta al benessere popolare"

Gli auguri del Partito Comunista per l'anno nuovo. 

Con qualche giorno di ritardo intendo rivolgere i miei migliori auguri per il nuovo anno a tutte e tutti con un pensiero particolare a chi è disoccupata/o o precaria/o, a chi lotta tutti i giorni per una vita decente, ai cari delle vittime sul lavoro, ai tanti malati che oltre alla malattia sono costretti ad affrontare il decadimento e le gravi condizioni del sistema sanitario nazionale, a chi non si rassegna alla condizione minoritaria a cui sono state costrette le classi popolari.

Le lavoratrici e i lavoratori devono recuperare aspetti essenziali che hanno perso: l’organizzazione, la coscienza di sé, la rappresentanza. Noi, comuniste e comunisti, possiamo e dobbiamo contribuire in modo decisivo al raggiungimento di tali obiettivi essendone parte attiva e lievito di un fronte di popolo da costruire aperti alla collaborazione con altre organizzazioni.

Un fronte che riparta dai valori, dalle priorità, dalle lotte che hanno sempre caratterizzato la sinistra con pratiche e proposte realmente dedicate a lavoratori e meno abbienti che sono, devono essere l’elettorato di riferimento.

Un fronte che non può esistere senza l’apporto dei comunisti, alla cui base deve esserci l’unità degli stessi.

Un fronte che non può, non deve passare dal Partito Democratico, corresponsabile della destra al potere dopo averla sdoganata con la complicità del centrosinistra portando avanti le peggiori politiche degne della destra stessa.

L’errore dei Comunisti, è stato, negli anni, portare avanti alleanze con chi, in una deriva sempre più imbarazzante, ha devastato la sinistra nel Paese annullando i principali diritti conquistati in anni di lotte per lavoratori e meno abbienti.

Quello che è allucinante è che c’è ancora chi, pur ritenendosi comunista e di sinistra, ostenta, per opportunismo, in certi percorsi. Questi “personaggi” che io sono solito chiamare “sinistrati” sono la rovina della sinistra stessa di cui non ne comprendono o hanno comodità nel non comprenderne la vera essenza.

È ora di smetterla con le solite teorie giustificatorie funzionali a “salvare la faccia” nel sostenere percorsi improbabili ma utili a rimanere legati al “carrozzone”.

È ora di finirla con i “voti utili” che hanno avuto il solo risultato di portare la destra al Governo del Paese e di tanti Comuni. Sarzana ne è l’emblema evidente con la conferma di una destra imbarazzante e becera e di un’opposizione altrettanto imbarazzante, ridicola ed inadatta aggravata dalle dimissioni di alcuni suoi esponenti, compreso il candidato sindaco, nella totale mancanza di rispetto per chi li aveva votati. Un’oggettiva incompetenza che permetterà alla maggioranza trainata dall’estrema destra di avere “gioco facile” per altri 5 anni.

Per ricostruire la sinistra in Italia e rimediare agli errori commessi dallo scioglimento dello storico PCI in poi occorre costruire un percorso che non passi, non può passare da chi è lontano anni luce da una certa cultura politica e da determinate priorità.

Non è e non sarà un percorso facile vista la fase politica complicata e l’epoca che viviamo caratterizzata da una società sempre più disinformata e superficiale dopo anni di Berlusconismo, Renzismo, antipolitica grillina e continuo bombardamento mediatico nella ricerca di far passare un’unica “voce narrante” da cui emerge come centrodestra e centrosinistra non siano altro che due facce di una stessa medaglia che non può rappresentarci e non può rappresentare la maggioranza degli Italiani.

Di gente che vuole agire, di gente dotata, anche per una tradizione passata quasi nel sangue, delle qualità che occorrono per costruire questo percorso il nostro Paese ne ha in abbondanza. Dove difetta, è nel resto: nella cultura, nell’approfondimento, nella conoscenza degli altri Paesi, della vastità del mondo e dei suoi problemi, nell’educazione intellettuale e morale, nel senso profondo e largo dell'umanità. Il nostro è un Paese di possibilità rozze, di possibilità chiuse, di furberie, di fioriture senza frutto utile che ha soprattutto bisogno di innesti, di potature, insomma di educazione. Il nostro compito deve essere quello di operare per un reale cambiamento e per la ricostruzione di una coscienza, non solo di classe, di attivismo e di militanza ma nel vero e proprio senso del termine.

Insomma, non è e non sarà un percorso facile ma rimane l’unico possibile se s’intende “invertire la rotta”!

Il nostro Partito, il PCI, di cui ho avuto la fortuna di seguire tutto il percorso (compreso l’ottenimento della riappropriazione del simbolo storico) che ha portato alla sua costituzione del 2016, è in campo in quella direzione con una linea politica coerente, avanzata, fondamentale se intendiamo riappropriarci di tutto quello che abbiamo perso, che il Paese ha perso.

Chi si ritiene comunista ed intende contribuire davvero ad un percorso che porti ad una reale alternativa di sistema deve essere consapevole di questo e di quanto certa politica, compresa quella piddina, sia parte “marcia” del sistema stesso ed abbia contribuito alla sua deriva senza nessun legame con le sensibilità reali della sinistra.

Noi comunisti, noi del PCI non ci arrendiamo e non ci arrenderemo mai alle brutture di questa società per opportunismo e vantaggi personali; noi operiamo ed opereremo per cambiarla veramente, aperti a collaborazioni ed alleanze con chi condivide le nostre stesse priorità e la nostra stessa coerenza.

Abbiamo ricostituito il PCI proprio per questo motivo, per riempire un vuoto evidente a sinistra del PD (e quindi a sinistra) con un progetto di cui gli Italiani sono, a volte anche inconsciamente, orfani. Non è un caso che la metà di loro rinunci ad andare a votare.

Occorre coraggio e rimboccarsi le maniche per un cambiamento importante, reale con una proposta coerente, di rottura e di reale alternativa.

Assuefarsi al capitalismo ed al sistema in atto diventandone complici con finti, inutili progetti solo in apparenza di sinistra serve solo ad essere funzionali nella devastazione dei diritti e nel peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini.

Tra le derive di chi ci circonda tra liste indistinte, alleanze ambigue e collaborazioni con l’estrema destra, il PCI, forte della sua linea politica, cresce in maniera progressiva, a piccolo passi, in tutto il Paese ma il lavoro da fare è ancora tanto; non potrebbe essere altrimenti per i motivi già elencati.

Importante mantenere la “barra dritta” come abbiamo sempre fatto continuando ad non abbandonarci a dinamiche che non ci appartengono e non devono appartenerci.

Auguri per 2024 di lotte e gratificazioni nella speranza che il nuovo anno porti ad una seria riflessione delle tante persone che, anche a sinistra, si sono accontentare, deluse, arrese a determinati diktat.

Per tutte/i voi, per le cittadine ed i cittadini tutti, assieme alle compagne ed ai compagni del PCI e della FGCI, rinnovo il mio impegno a lottare per una società giusta, equa e votata al benessere popolare.

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Studio Legale Dallara

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".
Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa.
Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies.