AVS attacca il nuovo piano sociosanitario regionale: “Schiaffo ai territori”

Critiche al nuovo piano sociosanitario regionale del centrodestra durante l’incontro organizzato da AVS e LeAli a Spezia sulle emergenze sanitarie e le carenze strutturali del sistema ligure. Al centro del dibattito il ridimensionamento dei distretti sanitari e le difficoltà del Levante ligure nell’assistenza ai pazienti.

La sanità ligure e spezzina è stata al centro dell’incontro pubblico organizzato ieri pomeriggio da AVS e LeAli a Spezia nell’auditorium della biblioteca civica Beghi. Tema del confronto le “Carenze strutturali ed emergenze su patologie tempodipendenti”, con gli interventi di rappresentanti politici, operatori sanitari ed esperti del settore.

Durissimo l’intervento di Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, che ha criticato il nuovo piano sociosanitario regionale approvato dalla maggioranza di centrodestra: “Il piano aggrava la controriforma sanitaria voluta da Bucci, accentra il potere in una struttura verticistica e ignora il ruolo dei territori e dei comuni senza risolvere i veri problemi della sanità ligure”.


Nel mirino soprattutto la riduzione dei distretti sociosanitari liguri, destinati a passare da 19 a 7. Secondo AVS le province più penalizzate saranno Imperia e La Spezia, che resteranno con un solo distretto ciascuna. “In questo modo – ha aggiunto Candia – la sanità viene allontanata dalle persone lasciando i cittadini senza risposte adeguate”.

Roberto Centi, capogruppo comunale di LeAli-AVS alla Spezia, ha invece posto l’attenzione sulle difficoltà del Levante ligure nella gestione delle emergenze sanitarie e dei trasferimenti verso gli hub genovesi. Tra le criticità evidenziate, il ritardo nella realizzazione della base di elisoccorso a Luni e le problematiche legate ai trasporti lungo l’autostrada A12 per i pazienti con patologie tempo-dipendenti.




AVS e LeAli chiedono quindi interventi rapidi per rafforzare la sanità territoriale e valutare anche accordi con la vicina Toscana per la gestione delle patologie più gravi, con l’obiettivo di evitare un ulteriore indebolimento delle strutture sanitarie spezzine.





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