Investimento da 450mila euro di Sepor S.p.A. al Molo Garibaldi. Un vero “scudo biologico” per prevenire rischi sanitari legati ai traffici marittimi internazionali.
Porto e sostenibilità ambientale. Arriva uno sterilizzatore hi-tech di ultima generazione per i rifiuti alimentari provenienti da navi che approdano dopo aver toccato porti extra-UE grazie a Sepor S.p.A.: un vero “scudo biologico” per la comunità, che previene la diffusione di rischi sanitari che potrebbero essere importati attraverso i traffici marittimi internazionali.
«L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale continua a lavorare per la realizzazione dei progetti green, sia in modo autonomo, sia con il contributo di operatori privati che condividono gli obiettivi dell’Ente per giungere alla piena sostenibilità dei porti di sua competenza», ha dichiarato il presidente dell’AdSP, Bruno Pisano.
Il 2026 segna così un altro passo decisivo grazie a Sepor S.p.A., storica realtà ambientale del territorio, che ha completato un importante investimento tecnologico presso la piattaforma di trattamento rifiuti situata sul Molo Garibaldi.
Il cuore del rinnovamento è l’installazione di un’autoclave di ultima generazione destinata alla sterilizzazione dei rifiuti alimentari provenienti da navi che approdano dopo aver toccato porti extra-UE. Un intervento che rafforza ulteriormente il ruolo di Sepor, che opera nel porto spezzino fin dai primi anni ’50 come concessionario per la raccolta, gestione e trattamento dei rifiuti di origine marittima, quale presidio di tutela ambientale e sanitaria del porto.
Da sottolineare come siano pochi i porti che in Italia dispongono di un impianto di trattamento dei rifiuti così strutturato come quello di Sepor.
La sterilizzazione è un obbligo di legge. I rifiuti alimentari generati a bordo di navi provenienti da Paesi extra-UE rientrano nella categoria più severa prevista dalla normativa europea sui sottoprodotti di origine animale.
La legge prevede che tali rifiuti debbano essere inceneriti oppure possano essere smaltiti solo se sottoposti a un trattamento preliminare di sterilizzazione conforme ai requisiti tecnici stabiliti dalla norma UNI 10384 e dal Regolamento (UE) 142/2011.
Questo perché tali scarti possono essere potenziali vettori di agenti patogeni di rilevanza transfrontaliera, come peste suina africana, afta epizootica o altre zoonosi che potrebbero minacciare la salute pubblica e il patrimonio zootecnico nazionale.
La sterilizzazione a vapore saturo svolta da Sepor S.p.A. agisce quindi come un vero “scudo biologico” per la comunità, prevenendo la diffusione di rischi sanitari che potrebbero essere importati attraverso i traffici marittimi internazionali.
Per garantire i più elevati standard di sicurezza, efficienza e sostenibilità, Sepor ha investito circa 450.000 euro per sostituire il precedente impianto Omasa con il nuovo sterilizzatore Getinge GSS-R 121422, uno degli impianti più avanzati disponibili sul mercato nel campo della sterilizzazione industriale.
Categoria Cronaca
Autore: Autorità di sistema portuale
19-02-2026 18:40
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