Prometeo riletto attraverso teatro e rap: sul palco i detenuti di Villa Andreino

Ecco “Creati”, la produzione dell’ottava annualità di “Per Aspera ad Astra", progetto nazionale promosso da Acri e sostenuto da Fondazione Carispezia.

Giunge alla sua ottava annualità “Per Aspera ad Astra - Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, il progetto nazionale promosso da Acri e sostenuto da 12 Fondazioni di origine bancaria, tra cui Fondazione Carispezia, che quest’anno presenta a Fisiko! Festival internazionale di danza, performance e teatro lo spettacolo “Creati – cuciture rap sul moderno Prometeo”, in scena domenica 19, lunedì 20 e martedì 21 luglio al Teatro degli Impavidi di Sarzana.


Avviato nel 2018, “Per Aspera ad Astra” coinvolge oggi dodici istituti penitenziari italiani in percorsi di formazione dedicati ai diversi mestieri del teatro: dalla recitazione alla drammaturgia, fino alle competenze tecniche legate a scenografia, costumi, suono e luci. Un’esperienza nazionale che ha coinvolto oltre 1500 detenuti in più di trecento ore di formazione, dimostrando come la cultura possa rappresentare all’interno del carcere uno strumento di crescita, consapevolezza e riscatto personale, favorendo l’acquisizione di nuove competenze orientate al reinserimento sociale. Alla base del progetto c’è una rete di collaborazione che unisce Fondazioni di origine bancaria, compagnie teatrali, direzioni e personale degli istituti penitenziari e detenuti, dando vita a una comunità impegnata nella costruzione di nuove opportunità attraverso il linguaggio del teatro.




Il lavoro svolto realizzato nella Casa Circondariale di Villa Andreino della Spezia, guidato anche quest’anno da SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione con la regia di Enrico Casale, ha dato vita a “Creati – cuciture rap sul moderno Prometeo”, una creazione collettiva nata dal lavoro laboratoriale con gli attori detenuti, con detenuti semiliberi che hanno scelto di proseguire l’esperienza teatrale anche fuori dal carcere e con la partecipazione di attrici e attori volontari.



Con la drammaturgia fisica di Alessandro Pallecchi, la drammaturgia rap e le musiche originali di Alice Parodi e Danilo Manganelli e il progetto filmico di Alessio Bonamino con Lirismo Sciatto, lo spettacolo intreccia competenze e forme artistiche diverse – drammaturgia fisica, musica rap originale, parola teatrale e linguaggio filmico – costruendo un dialogo tra i testi di Mary Shelley, il pensiero di Antonin Artaud e le esperienze nate durante il laboratorio. Al centro della narrazione c’è la creatura del dottor Frankenstein, il moderno Prometeo, interpretata come un nuovo Caino: una figura che diventa punto di partenza per interrogarsi sui temi del giudizio, della diversità, dell’identità e del rapporto tra individuo e società.



“Per Aspera ad Astra dimostra come la cultura possa diventare un motore di trasformazione personale e collettiva, offrendo strumenti, competenze e nuove prospettive per il futuro. In questi otto anni il progetto, sostenuto da Acri, ha portato il linguaggio del teatro all’interno del carcere, creando uno spazio in cui competenze, creatività e collaborazione diventano parte di un percorso più ampio di inclusione e reinserimento all’interno della società. La nuova produzione presentata quest’anno all’interno di Fisiko! Festival conferma la continua evoluzione del progetto, capace di rinnovarsi attraverso forme espressive diverse e di valorizzare il ruolo della cultura come occasione di partecipazione e crescita", ha dichiarato Andrea Corradino, Presidente di Fondazione Carispezia

“Siamo giunti all’ottavo anno del progetto teatrale all’interno del nostro Istituto e non posso far altro che riscontrarne i benefici non solo sulla popolazione detenuta ma anche sull’intera Comunità che vive il nostro carcere. Una Comunità fatta di tante persone: agenti della polizia penitenziaria, educatori, psicologi e tanti altri che cercano di rendere questo “quartiere della città” che è il carcere, un luogo vivibile che possa dare degli stimoli, attraverso le attività trattamentali, alle persone che stanno scontando una pena. Il teatro, che in questi otto anni è diventato l’attività trattamentale di punta del nostro Istituto, si mescola con un altro importante progetto, quello del rap, promosso da Arci Liguria. Unione, condivisione, scambio di linguaggi artistici e sociali, non possono che ricadere positivamente su quello che è il percorso dei detenuti. Statisticamente si dice che la recidiva si abbatte se in carcere si intraprendono attività artistiche. Da Direttrice credo che sia vero. Il teatro non deve diventare un semplice passatempo ma un lavoro su sé stessi da restituire al pubblico che ogni anno giunge numeroso a vedere i nostri attori detenuti. Questo impegno grande degli attori fa sì che lo sguardo della popolazione civile cambi e che metaforicamente apra le porte del carcere, renda quelle mura trasparenti. In un anno così difficile per il nostro Istituto, l’attività teatrale è andata avanti con caparbietà grazie agli operatori esterni e alla disponibilità della nostra area trattamentale e degli Agenti tutti. Un particolare ringraziamento alla nostra Comandante Leonarda Nadia D’Anna che ogni anno lavora al meglio per garantire il sereno e ottimale svolgimento delle prove e degli spettacoli", ha sottolineato Maria Cristina Bigi, Direttrice della Casa Circondariale della Spezia


“Dopo un percorso di tre anni dedicato al mito di Caino attraverso le produzioni “Dirimpetto - sinfonia di un tratto di strada”, “Dirimpetto - la rete nell’abisso” e “Favola di Cì”, con Creati siamo arrivati alla figura del Mostro di Frankenstein, che attraverso l’elaborazione collettiva con gli attori detenuti diventa il nostro nuovo Caino: un essere inconsapevole della vita, rifiutato da un mondo che non riesce ad accettare la sua diversità.
Le parole scritte da Mary Shelley oltre due secoli fa ci mettono ancora oggi di fronte a domande che riguardano tutti: qual è il confine tra innocenza e malvagità? Che cosa ci rende mostri, e agli occhi di chi? Lo spettacolo nasce proprio da queste riflessioni e dagli stimoli ricevuti durante il laboratorio, mescolando drammaturgia fisica, rap, parola teatrale e linguaggio filmico. È una creazione collettiva, fatta di tanti pezzi cuciti insieme, che continua a cercare nuove forme e nuovi linguaggi. Portare Creati all’interno di Fisiko! ci permette di approfondire con gli attori il lavoro sul corpo e sul teatro fisico, incontrando nuovi pubblici e proseguendo il percorso alla base di Per Aspera ad Astra”, spiega Enrico Casale, regista dello spettacolo.

Per informazioni sullo spettacolo: www.fisikofestival.it e www.fondazionecarispezia.it.

“Per Aspera ad Astra” è un progetto promosso da Acri (l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria) e sostenuto da Fondazione Cariplo, Fondazione Carispezia, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Con il Sud, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione di Sardegna, Fondazione Tercas, Fondazione Caritro.

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