Rifondazione comunista: “La politica si ferma, il futuro della Spezia no. Subito confronto pubblico…

Il partito critica l’assenza di una visione sulle trasformazioni di Calata Paita, ex area ENEL e Arsenale e chiede tavoli aperti con cittadini, lavoratori e realtà sociali per scelte orientate ai beni comuni, al lavoro e alla qualità della vita.

In una fase decisiva per il futuro della città, l'amministrazione comunale continua a non offrire una visione chiara sulle grandi trasformazioni che interesseranno il territorio. Mentre si susseguono annunci e discussioni, restano sul tavolo questioni strategiche come Calata Paita, l'ex area ENEL e l'Arsenale militare, sulle quali servono scelte coraggiose, trasparenti e orientate all'interesse pubblico. Come Rifondazione Comunista riteniamo che il futuro della Spezia non possa essere lasciato alle logiche della rendita e del profitto privato.


Già ad aprile avevamo denunciato la deriva di Calata Paita, che rischia di essere orientata prevalentemente verso il turismo crocieristico di massa e gli interessi dei grandi operatori economici, anziché essere restituita pienamente alla cittadinanza. Il rapporto con il mare deve essere un patrimonio collettivo: servono verde, spazi pubblici e luoghi di socialità accessibili a tutte e tutti. Il turismo può rappresentare una risorsa, ma non può diventare l'unico criterio con cui immaginare il futuro della città.




La stessa attenzione deve essere riservata all'ex area ENEL. La fine del carbone deve rappresentare l'occasione per una vera riconversione ecologica e industriale, con bonifiche integrali, lavoro stabile e nuove forme di produzione e gestione pubblica dell'energia. Non possiamo accettare che una trasformazione così importante si traduca semplicemente nell'ennesima servitù logistica.



Infine, sull'Arsenale militare è necessario aprire una discussione seria sulla restituzione alla città delle aree non più indispensabili alle funzioni militari. Un patrimonio così importante può trovare una nuova funzione civile attraverso spazi dedicati alla formazione, alla ricerca, alla cultura e al lavoro.



Per questo chiediamo un confronto pubblico ampio e trasparente, che non si limiti alle istituzioni, ma coinvolga sindacati, comitati, associazioni, realtà sociali, lavoratori, giovani e tutte le realtà interessate al futuro della città. È necessario discutere pubblicamente delle prospettive di queste aree, delle alternative possibili e delle ricadute che le diverse scelte avranno sul territorio e sulla cittadinanza. Solo attraverso un confronto realmente aperto sarà possibile costruire una prospettiva condivisa e sottrarre decisioni così importanti alle sole logiche economiche.

Servono scelte che mettano al centro i beni comuni, il lavoro e la qualità della vita, non gli interessi di pochi.

Rifondazione Comunista continuerà a portare queste proposte nei quartieri e nelle piazze e invita tutte le realtà sociali e politiche che condividono questa impostazione a confrontarsi e a costruire insieme un'alternativa. Il futuro della Spezia deve essere costruito dalla cittadinanza e non deciso nelle stanze del potere economico.

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