Calata Paita, il Consorzio La Calata: “Un presidio necessario, anche oltre gli eventi”

Difficoltà nell’avvio della concessione, ritardi e ostacoli operativi. Ma anche sicurezza, presenza quotidiana e interventi concreti a tutela delle persone: il Consorzio La Calata racconta il primo, complesso, periodo di gestione dell’area.

L’avvio della concessione di Calata Paita non è stato semplice. A raccontarlo è il Consorzio La Calata, soggetto che gestisce l’area sul fronte mare della Spezia, chiamato negli ultimi mesi a confrontarsi con criticità operative, ritardi e un contesto non sempre favorevole. Una fase iniziale che, spiegano, va letta alla luce della complessità del progetto e della necessità di costruire quasi da zero un luogo che per anni era rimasto chiuso e poco conosciuto.


L’apertura, avvenuta in tempi molto rapidi il 19 luglio 2024, è arrivata dopo una forte accelerazione richiesta dal Concedente. “Ci siamo trovati ad aprire in corsa – spiegano dal Consorzio – senza il tempo necessario per accompagnare l’avvio con segnaletica, indicazioni e una comunicazione strutturata. Calata Paita era sempre stata un’area invalicabile: semplicemente, nessuno sapeva che esistessimo”. Le autorizzazioni per rendere visibile e riconoscibile lo spazio, aggiungono, seguono procedure lunghe e complesse.




Nonostante questo, i primi mesi estivi hanno dato segnali incoraggianti. “L’area non è facile da gestire, ma luglio e agosto non sono andati male. Sapendo di avere davanti una concessione di otto anni, abbiamo sperimentato: musica dal vivo nel primo anno, stand up comedy nel secondo, correggendo via via alcuni errori di comunicazione”. Una fase di rodaggio, fisiologica per un progetto di queste dimensioni.



Più complicato, invece, il rapporto con alcuni operatori delle casette. Senza entrare in polemica, il Consorzio parla di una gestione a volte difficile: eventi importanti non sempre accompagnati da un’organizzazione adeguata da parte degli operatori delle casette, con merce terminata senza avvisi alla cassa, rimborsi necessari ai clienti, fino alla chiusura improvvisa delle casette stesse alla vigilia di appuntamenti rilevanti. “Ci siamo trovati così davanti a situazioni difficili da gestire, che hanno inciso sugli incassi – spiegano – e che hanno reso ancora più difficile sostenere i costi della concessione da parte nostra”.



È in questo contesto che si inserisce il ritardo nel pagamento, poi sanato entro il 31 dicembre. “Non si è trattato di un mancato pagamento, ma di un ritardo dovuto a una serie di difficoltà oggettive. Abbiamo reagito con le nostre sole forze, senza chiedere percentuali agli operatori, nemmeno sugli eventi per i quali quest’anno abbiamo investito circa 60 mila euro»”. Una scelta che, sottolineano, dimostra la volontà di portare avanti il progetto, nonostante le difficoltà.

Ma al di là degli aspetti economici e organizzativi, il Consorzio insiste su un punto che considera centrale: il presidio dell’area. Calata Paita, spiegano, non è solo uno spazio per eventi o ristorazione, ma un luogo che necessita di presenza costante, anche nei periodi in cui le attività sono ridotte o sospese. “Tenere l’area aperta e supervisionata significa garantire sicurezza. È una zona defilata, con angoli poco visibili: lasciarla scoperta, soprattutto al buio o nei mesi invernali, potrebbe diventare un problema”.

Un presidio che, raccontano, si traduce anche in interventi concreti. Solo pochi giorni fa, una donna è caduta in mare dal parapetto del fronte mare ed è stata soccorsa grazie alla presenza del personale e di alcune persone che si trovavano nell’area. In estate, una turista tedesca svenuta è stata assistita tempestivamente, con l’arrivo dei soccorsi. “E poi c’è la quotidianità: bambini che cadono dalla bici o dai pattini, famiglie che hanno bisogno di aiuto, di un bicchiere d’acqua, di ghiaccio. Sono episodi banali, ma dicono molto del valore di una presenza continua”.

Per questo il Consorzio ribadisce l’importanza di mantenere un presidio stabile, anche quando l’area non ospita eventi. “Aprire i cancelli, tenere puliti e accessibili i servizi, monitorare chi entra, intervenire se necessario: è un lavoro silenzioso, ma fondamentale”. Anche per prevenire situazioni di degrado o utilizzi impropri di uno spazio che, lasciato vuoto, potrebbe diventare terreno fertile per comportamenti non in linea con la legalità.

Guardando avanti, il Consorzio fa sapere di avere eventi già programmati per il 2026 e ribadisce la volontà di ripartire, dopo un primo anno segnato da ostacoli e investimenti importanti. “In dodici mesi non si riesce ad avviare nemmeno una piccola attività in centro, figuriamoci un’area come questa. Siamo certi che quanto accaduto non si ripeterà”.

Il Consorzio “La Calata” auspica che venga quindi considerato l’intero percorso nella sua complessità, riconoscendo le difficoltà iniziali ma anche l’impegno profuso. “Ci dispiacerebbe – concludono – che si usassero strumenti per interrompere un progetto che, nonostante tutto, ha sempre garantito apertura, presenza e sicurezza, come previsto dal bando e dal contratto”.


(Foto di Marco Iavarone)






 

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Fai una donazione con il pulsante PayPal

Condividi!

Fai conoscere questa notizia anche ai tuoi amici!