La figlia di Aldo Michi pronta ad esaudire il desiderio del padre: donare al CAMeC il quadro del Premio…

di Elena Voltolini - L'altro desiderio dell'artista spetta alla sua amata La Spezia trasformarlo in realtà.

Esaudire le volontà di chi non c'è più è una forma di rispetto nei suoi confronti ed è anche un modo per farlo continuare a vivere. Lo è in modo particolare in casi come questo, quando il desiderio da portare a termine è una donazione che, da un lato, dimostra un forte legame di affetto e, dall'altro, è un modo per fare conoscere una persona (in questo caso un artista) che non c'è più, ma che continua vivere in quello che ha fatto.


Una delle volontà espresse in varie occasioni da Aldo Michi, venuto a mancare nei giorni scorsi, era quella di donare alla sua amata città, La Spezia, l'opera con la quale nel 1957 partecipò alla Mostra del Golfo. E' sicuramente il massimo riconoscimento che ha avuto come artista, quando aveva solo 21 anni. Un quadro per lui importantissimo, ma che avrebbe voluto mettere a disposizione della città.




Nel suo ricordo dell'artista, il sindaco Peracchini, rivolgendo le condoglianze di tutta la comunità spezzina ai familiari di Aldo, aveva, oltre che sottolineato la sua grande sensibilità ed il rilievo da lui avuto nella vita culturale della città, anche la sua volontà, ribadita più volte negli ultimi anni, "di collaborare con l'Amministrazione comunale e di donare alla città l'opera con cui prese parte a quella storica edizione del Premio, gesto che conferma il suo senso civico e il profondo attaccamento alla comunità spezzina".



Un gesto che ora la figlia Barbara ha confermato, proprio in risposta al nostro articolo con le parole del sindaco, di essere pronta a fare in nome della memoria e della volontà del padre: "Quando volete, il quadro è qui!! Una parte di me se ne è andata con lui, ma quella che di me è rimasta, lotterà con tutte le forze a divulgare il più possibile i lavori che quest'uomo ha realizzato come fossero sue creature!!Io ho avuto l'enorme fortuna di essere sua figlia e di avere seguito il lavoro di mio padre, con una costante presenza. Spero tanto che la città lo ricordi sempre con piacere".



Resta poi un altro desiderio di Aldo Michi, che purtroppo lui non ha avuto il tempo di concretizzare, come ha ricordato l'amico Fabrizio Mismas: una mostra personale, con le tantissime opere realizzate negli ultimi anni, quando aveva ricominciato a dipingere con la passione di un ragazzino.

Un desiderio che anche la figlia sottolinea (nel ricordo che riportiamo qui sotto scritto quando il padre era ancora in vita e che, quindi, ha potuto fortunatamente leggere) e che speriamo La Spezia esaudisca, la sua città glielo deve!

 

Barbara Michi - Mio papà Aldo
"Mi sono messa a cercare su Google se ci fossero novità pubblicate riguardanti il mio papà, ed ho trovato questo articolo che non avevo letto. Il pittore nominato dal bravissimo scultore Fabrizio Mismas, è proprio Michi Aldo, di cui io sono orgogliosamente figlia! Egli partecipò alla Mostra del Golfo nel lontano 1957, all'età di 21 anni ed il quadro presto sarà al Camec. Mio padre era un pittore promettente ed ad ogni mostra alla quale partecipava vinceva un premio (era giovanissimo quando vinse la medaglia d'oro ad Imperia). In Umbria, ad Orvieto dove avevamo i parenti della mia mamma (che purtroppo è mancata nel 2021) mio padre aveva uno studio nel quale esponeva. Lì tutti lo conoscevano ed apprezzavano. Poi, per paura che la carriera da pittore non potesse sostenere la nostra famiglia, egli abbandonò i pennelli e dedicò anima e corpo al suo lavoro di ebanista, nell'officina di mio nonno Ivo Michi, che era liutaio e falegname, e fino al 2000 non toccò più una tela (quasi per paura che se lo avesse fatto, non sarebbe più riuscito a smettere). Alle soglie del 2000 iniziò a dipingere nuovamente quadri completamente diversi da quelli del passato, che erano quadri figurativi a tema vario (e, non perché è mio padre, veramente di spessore) in cui ricorreva il tema dei violini (come dicevo prima, mio nonno era liutaio) e quello della sua grande passione: i fossili.

Trascorso questo momento di forte bisogno di dipingere, il mio papà è tornato al suo lavoro in falegnameria, dove faceva anche parecchi restauri di mobili antichi, e non ha mai smesso di restaurare, anche se in pensione. Nel 2017 il suo grande amico e scultore Fabrizio Mismas gli ha offerto l'opportunità di fare una mostra personale dove alcune persone lo hanno conosciuto per la prima volta. Io e la mia mamma eravamo tanto felici per questo avvenimento, perché abbiamo sempre creduto in lui e nelle sue capacità. Mio padre è molto umile e non è facile che parli di sé stesso, ma io che sono la figlia, finalmente mi permetto di dire che egli è un artista vero e merita di essere riconosciuto come tale!

L'anno scorso egli ha incominciato a riempire la sua casa con tutti i quadri che teneva in un fondo, ed ha ripreso a creare. Alla "tenera" età di 89 anni, egli sta creando quadri dove appaiono forme di violini scolpiti a mano da lui con la sgorbia, modellati con la carta, insomma la sua creatività è alle stelle! Ha trasformato la sua casa in uno studio dove si è creato anche un banco da lavoro per scolpire il legno. Naturalmente anche io ho parecchi dei suoi quadri in casa mia (oltre a tutti i mobili che compongono l'arredamento). Dovreste vedere quell'uomo che tutto il giorno crea, e fa anche le faccende di casa e dolci, biscotti, torte, tutti decorati come la sua arte gli suggerisce. A volte ho paura che si stanchi troppo, perché anche dopo cena si mette all'opera, con me che gli dò consigli, suggerimenti e mi intrometto nel suo lavoro anticipando le sue mosse e lo faccio spesso innervosire. Ma in fondo lui sa che sono la sua prima fan! Essendo anche io portata a creare con le mani, non riesco a resistere nel dargli suggerimenti!! Seguire passo passo le opere che nascono così velocemente è per me una soddisfazione immensa.

Non so da dove mi sia partito l'impulso di parlare di mio padre, ma sento che sia giunto il momento di farlo perché non era giusto che tanta Arte rimanesse nascosta. Spero che presto lui possa di nuovo esporre anche perché il cuore di quel giovanissimo pittore allievo del grande Navarrino, continua a battere in un signore di 89 anni che sta creando senza sosta con lo stesso entusiasmo di un ragazzino. Grazie a tutti quelli che sono arrivati a leggere fino in fondo, ma credetemi, glielo dovevo! Bravo Aldo, continua così che vai fortissimo! A proposito...... Io sono Barbara Michi, la tua più grande fan".






 

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