Youssef, il padre dell’aggressore chiede scusa alla famiglia dello studente ucciso

Gli accertamenti proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti.

La giornata di ieri è stata segnata da dolore e tensione in città: al cordoglio per la morte dello studente accoltellato a scuola si sono affiancate le proteste dei familiari e dei genitori della vittima, mentre il padre dell’aggressore ha chiesto pubblicamente scusa. Nel frattempo, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato l’avvio di ispezioni ministeriali nell’istituto.


«Chiedo perdono alla famiglia di Youssef per ciò che è accaduto». Con queste parole il padre del ragazzo arrestato per l’omicidio dello studente 18enne ha espresso pubblicamente il proprio dolore e la propria vicinanza ai familiari della vittima.




L’uomo, visibilmente provato, ha parlato nelle scorse ore rivolgendosi alla comunità locale, sottolineando come la sua famiglia sia «distrutta» per quanto accaduto e ribadendo la totale condanna del gesto compiuto dal figlio, attualmente detenuto con l’accusa di omicidio. «Nessuna parola può restituire la vita a quel ragazzo», ha aggiunto, «ma sentiamo il dovere umano di chiedere scusa».



Secondo le prime ricostruzioni investigative, all’origine dell’aggressione ci sarebbero motivi personali, probabilmente legati a una questione sentimentale. Gli accertamenti proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilità.



Nella giornata di oggi, il giudice potrebbe convalidare l'arresto del figlio.

Le parole del padre dell’aggressore arrivano in un clima di profonda commozione per la morte del giovane studente, ricordato da amici e insegnanti come un ragazzo serio e disponibile. Intanto prosegue il dibattito sulla sicurezza negli istituti scolastici e sulle misure di prevenzione contro la violenza giovanile.






 

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