Un Operatore Scolastico in pensione scrive alla nostra redazione

Non si sono ancora spenti gli echi dei fatti all’Istituto Einaudi-Chiodo; eventi che ci spingono a riflettere sul futuro dei nostri ragazzi e sul ruolo della scuola nella loro vita; pubblichiamo una lettera di un nostro affezionato lettore. 

Da padre e ex bidello dell’Istituto Einaudi Chiodo, ho visto generazioni di ragazzi entrare ed uscire da quelle porte, con sorrisi, scherzi e qualche piccolo scontro, ma mai distruggere la vita di un compagno. La prematura scomparsa di Aba lascia un dolore immenso, che è impossibile comprendere davvero.


La mia figlia più piccola mi ricorda: “Papà, la scuola è il mio futuro!” E io voglio ricordare a tutti i ragazzi che lo è davvero: parlate dei vostri problemi, non costruite muri. Professori, bidelli e genitori sono sempre pronti ad ascoltarvi.




Ragazzi, rialzatevi più forti di prima. Il futuro è domani, il presente è un soffio: godetevelo, perché dalla coppa della gioventù non si beve due volte.



Resto vicino ai miei colleghi dell’Einaudi Chiodo e esprimo tutta la mia solidarietà.








 

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