Calendario fittissimo per il Comitato Provinciale Unitario della Resistenza della Spezia, protagonista nei giorni scorsi di quattro iniziative, a cui hanno partecipato centinaia di persone.
Giovedì 22 gennaio, a Varese Ligure, i tre Co-presidenti del Comitato hanno inaugurato l’anno tematico in un incontro a cui hanno partecipato gli alunni della Scuola Media “Don Bobbio", guidati dal dirigente scolastico Otello Coccia e dai loro Insegnanti. La presenza congiunta dei Presidenti Banti, Galantini e Pagano ha inteso sottolineare l'importante traguardo raggiunto dal Comitato che, fondato proprio a Varese Ligure il 24 gennaio del 1971, celebra quest'anno i suoi primi 55 anni di attività.
Dopo i saluti iniziali dell’Assessore Silvana Ghiggeri e del Vicesindaco di Sesta Godano Antonio Tosi, gli alunni, sotto la guida dei loro docenti, hanno eseguito canti e letture, assai apprezzati.
Il Co-presidente Galantini ha introdotto il tema all'ordine del giorno, spiegando il significato che il Comitato ha voluto attribuire alla scelta dell'anno tematico: “Senza la Resistenza e la sua portata storica e morale, non avremmo avuto la forma istituzionale repubblicana, voluta dal popolo italiano attraverso la consultazione referendaria a cui finalmente presero parte anche le donne, né quegli ideali che ad essa sottendono e che sono espressamente richiamati nei concetti di libertà, di uguaglianza e di democrazia su cui si fonda la nostra Costituzione".
Il Co-presidente Pagano si è invece particolarmente soffermato sull'importanza che nella storia della Resistenza della nostra IV Zona Operativa ebbe la “Battaglia del Gottero”, nel corso della quale, nel gennaio del 1945, i partigiani, seppure provati da
perdite dolorosissime, riuscirono a sottrarsi alla gigantesca operazione di rastrellamento messa in atto da 25.000 nazifascisti: ”L’esito dell'operazione di sganciamento – ha sostenuto Pagano – fu il preludio alla vittoria finale che da lì a poco sarebbe stata riportata il 25 Aprile. La ‘vittoria difensiva’ fu possibile perché i partigiani erano diventati un esercito, con una nuova organizzazione militare basata sulla tattica della guerriglia. Ma anche perché non mancò mai loro la fetta di pattona per sfamarsi, così come la stalla per ripararsi. Nella guerriglia è decisivo il popolo che protegge e sostiene. In quest’opera le donne ebbero un ruolo decisivo. La Resistenza fu un fatto morale, non solo militare. In essa la madre ha uno spazio non minore rispetto a quello del partigiano armato”.
Il Co-presidente Banti ha quindi tracciato un profilo di una luminosissima figura attorno alla quale si strinse la popolazione civile in cerca di qualche orientamento utile a sottrarsi nell'oscurità di quei giorni. Rivolgendosi soprattutto ai ragazzi, Banti ha affermato: “Don Giovanni Battista Bobbio, di cui la vostra scuola porta il nome, fu parroco di Valletti. Divenuto Cappellano della Brigata Coduri, non solo assistette spiritualmente i partigiani, ma contribuì a sostenerne l'operato. Catturato dai nazifascisti, fu portato di fronte al plotone di esecuzione. Quando gli chiesero se voleva pregare prima di morire, rispose testualmente: ‘Io sono già a posto con la mia coscienza, ma pregherò per voi’. Era il 3 gennaio del 1945. A questo nostro sacerdote fu conferita ‘Alla Memoria’ la Medaglia d'Oro al Valor Militare”.
Il giorno successivo, i Co-presidenti Galantini e Pagano, accompagnati dall’Assessore Giulio Guerri, in rappresentanza del Sindaco della Spezia, hanno reso omaggio a Rebocco alla lapide che ricorda il sacrificio di Pietro Lelli, assassinato dai fascisti il 22 gennaio del 1923. Pagano ne ha tracciato il profilo, ricordando la generosità di un uomo che, vedendo un suo compagno venire massacrato di botte da un manipolo di squadristi, non esitò a lanciarsi dal treno per accorrere in suo soccorso.
Forte della sua prestanza fisica e del suo indomito coraggio, stava per aver la meglio, consentendo al suo sventurato compagno di mettersi in salvo, quando all’improvviso alcuni colpi di pistola, esplosi vigliaccamente su un uomo disarmato, posero fine alla sua giovane vita ma non ai suoi ideali, che la Repubblica ha riconosciuto come suoi principi fondamentali. Le vittime dell’eccidio fascista di quei giorni furono 19. Pagano ha ricordato le 12 vittime di cui conosciamo il nome: oltre a Pietro Lelli, Giovanni Bacigalupi, Serafino Bardi, Carlo Canali, Angelo Cestari, Amedeo Cevasco, Angelo Costi, Arturo Micheli, Papiniano Papini, Fioravanti Paolo Raspolini, Angelo Scopsi, Armando Zilioli. Alla manifestazione era presente il nipote di Amedeo Cevasco.
Pagano ha così concluso: “Certamente la Resistenza fu una lotta diversa, unitaria. L’antifascismo, dopo il 1921-1922, maturò e si trasformò. Ma è giusto riconoscere che in quei disperati giorni del 1921-1922-1923 furono poste alcune premesse per la lunga lotta che seguì. L’impegno di Pietro Lelli e dei suoi compagani fu una garanzia per il futuro”.
Al termine il cantautore Rudi Veo ha cantato la bellissima canzone, da lui composta, “Pietro Lelli”.
Sabato 24 gennaio le manifestazioni si sono spostate a Sesta Godano, presso la sede del Consiglio Comunale, dove si è commemorato l'81° anniversario della “Battaglia del Gottero”. In una sala dove facevano bella mostra i Gonfaloni decorati dei Comuni di Sesta, Brugnato, Rocchetta di Vara, Zignago, Zeri, Carro e Carrodano, la Sezione Anpi Alta Val di Vara ha celebrato il suo primo e già fruttuoso anno di attività.
All’introduzione di Andreina Traversoni, dell’Anpi Alta Val di Vara (“80 anni di voto alle donne, 80 anni di pace: due frutti della Liberazione”), hanno fatto seguito gli interventi di Emanuele Pietronave (“Giovani oggi di fronte ai valori dei giovani che combatterono sul Gottero”) e del Co-presidente Galantini, che ha offerto un approfondimento storico della Battaglia del Gottero, ricostruendone il contesto e precisandone protagonisti e significato.
Il professore ha voluto in particolar modo ricordare a tutti che senza il concorso materiale e morale delle genti della montagna, i nostri partigiani non avrebbero neppure potuto sopravvivere al rigore degli inverni e alla spietata crudeltà del nemico nazifascista. Tra le figure più nobili, ha menzionato il Comandante in Capo della IV Zona Operativa Generale Mario Fontana e la straordinaria figura di Giovanni Pagani, eroe della nostra terra martire, nato a Pignone nel 1920, Comandante della IV Compagnia del Battaglione Zignago, trucidato dai fascisti alla Spezia il 3 febbraio 1945 insieme al compagno Ezio Grandis.
La cerimonia, intervallata dalla fisarmonica del giovane Andrea, allievo del Maestro Campi, è stata quindi conclusa dal Coordinatore Anpi Val di Vara Riccardo Barotti, che ha sottolineato come i valori della Resistenza possano essere ripresi oggi in una battaglia civile di progresso e civiltà. Alla memoria dei Caduti è stata deposta una corona alla lapide della “Battaglia del Gottero”. Molto apprezzata anche la rievocazione in divise storiche e la mostra di cimeli d'epoca a cura dell’Associazione Stella Tricolore.
Ultima in ordine cronologico è stata la commemorazione che si è tenuta a Valeriano Lunense il 26 gennaio, in cui si è rivissuto “il doloroso ricordo dei Caduti del 26 gennaio 1945” con la partecipazione degli alunni dell’Istituto Comprensivo Vezzano Ligure – Santo Stefano di Magra e della popolazione. Con il Sindaco di Vezzano Ligure Massimo Bertoni, sono intervenuti rappresentanti dei Comuni di Borgotaro e Zeri.
Dopo la deposizione di corone e di fiori, le orazioni sono state tenute dal Sindaco di Stazzema Maurizio Verona e dal Co-presidente Egidio Banti, che ha commemorato il glorioso partigiano Amelio Guerrieri, nativo di Valeriano, decorato con la Medaglia d'Argento al Valor Militare.
“Sono state quattro manifestazioni – osservano i tre Co-presidenti – di ricordo dei Caduti e all’insegna dell’antifascismo del futuro: libertà, uguaglianza, democrazia, pace. Oggi, di fronte al fatto che questi valori sono messi in discussione, bisogna riprendere il cammino tracciato dalla Costituzione nata dalla Resistenza e batterci per la sua attuazione”.
Categoria Cronaca
Autore: Gazzetta della Spezia
27-01-2026 16:24
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