Diffamazione sui social, rintracciata la presunta autrice che ora rischia sino a 3 anni di carcere

L'episodio a danno della senatrice Pucciarelli.

L’On. Stefania Pucciarelli, membro del Senato della Repubblica Italiana nelle file dellla Lega Salvini Premier, già Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa nel Governo Draghi, durante un’intervista andata in onda su Canale 5 nel programma televisivo Mattino Cinque, ha espresso la propria opinione sugli “stupri” avvenuti nel Liceo di Roma. In particolare l’On. Pucciarelli ha ribadito che “L'educazione dei figli è una prerogativa dei genitori”, aggiungendo che secondo la sua esperienza, “troppo spesso abbiamo visto corsi di educazione sessuale fatta a bambini delle elementari o ragazzini delle scuole medie da persone ed associazioni scelte per la loro visione politica e non per reali competenze”. Intervista riportata sul suo profilo Facebook per ribadire ancora una volta il suo pensiero ma questo ha scatenato le ire di qualcuno che, evidentemente, non la vedeva come lei.


Sotto al post è comparso un commento che diceva che l’On. Pucciarelli faceva "il mestiere più antico del mondo", ovviamente utilizzando altri vocaboli.




In molti sotto lo stesso commento, anche di opinioni politiche differenti, hanno manifestato solidarietà all’On. Pucciarelli che, tramite il proprio legale Avv. Paola Lazzoni del Foro della Spezia, ha presentato querela contro ignoti per diffamazione presso la Polizia Locale di Santo Stefano di Magra (SP) con a capo il Comandante Maurizio Perroni.



Le indagini condotte dal Vice Comandante Andrea Prassini hanno permesso di rintracciare la presunta responsabile ovvero una donna sessantenne della provincia di Brescia. La donna è stata quindi denunciata all’Autorità Giudiziaria per diffamazione aggravata in quanto la diffamazione stessa è stata posta in essere con attribuzione di un fatto determinato, col mezzo della stampa (o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità ad esempio Facebook secondo la Cassazione) e l’offesa è stata recata ad un Corpo politico. Per tali ragioni la donna rischia oltre tre anni di reclusione.








 

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