Consiglio comunale straordinario sulle Basi Blu, scontro politico sul futuro del Golfo

Il progetto Basi Blu divide il Consiglio: per l’opposizione è devastante per il Golfo, per la maggioranza una grande occasione.

Il programma “Basi Blu”, piano strategico del Ministero della Difesa per l’ammodernamento delle infrastrutture logistiche della Marina Militare e l’allineamento agli standard NATO, è approdato in aula nel corso di un consiglio comunale straordinario convocato dall’opposizione. Un progetto che, a livello nazionale, prevede un investimento complessivo superiore a 1,7 miliardi di euro e che coinvolge, tra le altre, le basi della Spezia, Taranto e Augusta.


Il pesante coinvolgimento del Golfo della Spezia ha spinto i gruppi di minoranza a chiedere un confronto pubblico per comprendere quali saranno le ricadute sul territorio delle numerose opere previste e per sollecitare la maggioranza a rivendicare un ruolo attivo nelle scelte, evitando che la città subisca decisioni calate dall’alto.




Nel corso del dibattito è emerso come, sia per la maggioranza che per l’opposizione, il Comune non abbia una reale regia sulla scelta della Spezia come sede del progetto. L’opposizione ha però accusato l’Amministrazione di assistere passivamente alle decisioni della Marina Militare, chiamando in causa il Sindaco Pierluigi Peracchini e la parlamentare spezzina Maria Grazia Frija, ritenuti poco incisivi nel manifestare la contrarietà della città che, secondo i consiglieri di minoranza, in passato ha già dato molto all’Arsenale e alla Marina.



Roberto Centi ha spiegato che la mozione ha una funzione propositiva, con la speranza che possa essere condivisa anche dalla maggioranza, chiedendo al Sindaco e alla Giunta di farsi carico della difesa di un territorio penalizzato da decenni da progetti imposti. Centi ha proposto l’istituzione di una commissione consiliare permanente con il compito di monitorare il progetto Basi Blu, ricordando come su altri temi strategici, come Area Enel o Panigaglia, l’Amministrazione sia rimasta in silenzio. “Basi Blu – ha detto – è un nome fuorviante che nasconde la vera natura di un progetto troppo impattante per non essere discusso apertamente”.



Secondo Centi, le opere previste – dalla realizzazione e ampliamento dei moli ai dragaggi, dalla manutenzione straordinaria del molo Lagora alla costruzione dei nuovi moli Lagora 1 e 2, fino alla vasca di colmata da 160.000 metri cubi – comporteranno una cantierizzazione di almeno dieci anni, con una spesa lievitata da 350 a oltre 805 milioni di euro. “Dalla semplice consultazione delle planimetrie – ha aggiunto – si comprende come l’accesso al mare per il borgo di Marola sia destinato a scomparire definitivamente”.

Massimo Lombardi ha definito il progetto “un pericolo per il Golfo”, sottolineando come i dragaggi previsti possano avere effetti devastanti sulla fauna marina senza produrre ricadute occupazionali sul territorio. Lombardi ha richiamato la situazione di Campo in Ferro come esempio di promesse disattese, ribadendo la contrarietà al progetto e la posizione favorevole a una smilitarizzazione dell’Arsenale e alla sua conversione civile.

Giorgia Lombardi ha ricordato come l’identità spezzina sia storicamente legata all’Arsenale, ma anche come in passato questo sacrificio fosse accompagnato da una forte occupazione, con oltre 12 mila addetti. “Basi Blu – ha detto – non parla di bonifiche né di restituzione delle aree e rischia di lasciare una città ostaggio della NATO e dei sottomarini nucleari”. Il riferimento è andato anche alla situazione di Campo in Ferro, definita una discarica a cielo aperto coperta da un telone, con il rischio che il Golfo possa trasformarsi in una nuova Bagnoli.

Dai banchi della maggioranza, Peserico ha riconosciuto le istanze pacifiste dell’opposizione, ma ha sottolineato la necessità di ammodernare le navi della Marina, ricordando come la NATO abbia garantito la pace per molti anni. “Dire no – ha affermato – significherebbe rischiare di escludere la città dalla progettazione della Difesa e abbandonare le aree attuali”.

Cenerini ha definito ideologica la mozione, sostenendo che la scelta della Spezia sia strategica e che un investimento di 800 milioni di euro non possa essere associato a un’idea di declino. “Smettiamola di accusare il Sindaco”, ha aggiunto.

Andrea Montefiori ha parlato della necessità di un cambio epocale per la città, dichiarando di non poter credere che l’Amministrazione accetti un futuro di questo tipo senza lottare. Dino Falugiani ha riconosciuto che molte decisioni arrivano dall’alto, ma ha ribadito che la città non può essere un attore passivo, sottolineando come non sia previsto alcun investimento né sull’Arsenale né sulla bonifica di Campo in Ferro.

Tornando a intervenire, Roberto Centi ha criticato il ruolo della rappresentanza parlamentare locale, chiedendosi a cosa serva avere una parlamentare spezzina che non avrebbe speso una parola in difesa della città, pur avendo il ministro della Difesa dello stesso partito. “Pretendiamo – ha detto – un’interlocuzione diretta con il ministro della Difesa e con la Marina Militare”.

In chiusura, il Sindaco Pierluigi Peracchini ha annunciato il voto favorevole all’ordine del giorno e contrario alla mozione. Il primo cittadino ha spiegato di aver ereditato una situazione di accordi onerosi con la Marina Militare, ma ha rivendicato l’esistenza di un dialogo costante. “Non possiamo fare a meno delle scelte della NATO – ha dichiarato – in un contesto internazionale segnato dalle guerre. Faremo di tutto per ottenere le migliori condizioni possibili e nuove risorse per la città”.


Qui sotto è possibile scaricare il testo completo della mozione.

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