di Elena Tonelli - Un viaggio tra associazioni, studenti e testimonianze che raccontano il mare come inclusione, memoria e speranza
Ci sono giornate in cui entri in una sala con il taccuino in mano e ne esci con qualcosa di diverso: la sensazione di aver assistito a un racconto collettivo, umano, profondo. È quello che è accaduto all’Auditorium dell’Autorità Portuale della La Spezia durante l’incontro della rete MA.Re dedicato alle associazioni che vivono il mare ogni giorno come strumento di inclusione, educazione e crescita.
A guidare questo viaggio è stata la giornalista Anna Mori, direttrice della Gazzetta della Spezia, che ha condotto la mattinata con grande sensibilità scegliendo di introdurre ogni intervento attraverso citazioni e riflessioni. Un filo narrativo delicato che ha trasformato una conferenza in una traversata emotiva, accompagnando il pubblico da una storia all’altra con misura, attenzione e partecipazione.
Dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Bruno Pisano, della vice sindaca Maria Grazia Frijia, del viceprefetto Francesco Ramunni e della rappresentante dell’Ufficio scolastico Cristina Fugalli, l’assessora alla ricerca del Comune della Spezia Patrizia Saccone ha ricordato come il mare sia identità, lavoro, cultura, ricerca e responsabilità. Non uno sfondo, ma una presenza concreta che attraversa la storia della città e ne disegna il futuro.
Da quel momento la mattinata è diventata un viaggio tra le associazioni del mare.
La Nave di Carta ha aperto il percorso con il racconto della navigazione come esperienza inclusiva, tra testimonianze dei ragazzi e il video di Lucia, giovane con sindrome di Down. Il messaggio è arrivato forte e chiaro: il mare può essere uno spazio senza barriere, dove la crescita è condivisa.
Gli Amici dell’Isola del Tino hanno riportato al centro la memoria e la tradizione marinara, non come nostalgia ma come patrimonio vivo da trasmettere alle nuove generazioni.
Con il Cantiere della Memoria la sala ha cambiato atmosfera. Il video sul recupero della barca decana del Palio del Golfo, restaurata insieme a ragazzi richiedenti asilo, ha trasformato il restauro in simbolo di rinascita, integrazione e dignità. Le loro parole hanno riempito l’auditorium di silenzio e ascolto.
I Canottieri Velocior 1883 hanno raccontato lo sport come scuola di vita, mentre Life On the Sea ha portato una testimonianza intima e potente con il racconto del papà di Lorenzo: il mare come esperienza che insegna rispetto, cura e amore.
Il progetto Vela Tradizionale ha mostrato cosa significa inclusione concreta a bordo, attraverso la conversazione tra la referente Sandra Moretti e il giovane Francesco Camerlingo. Poi lo sguardo si è allargato alla ricerca e al futuro con 5 Terre Academy e il premio DonnAmbiente, dedicato al ruolo delle donne nella divulgazione scientifica e ambientale.
Con Percorsi nel Blu la parola è passata agli studenti. Le loro testimonianze hanno ricordato quanto l’educazione diventi potente quando è partecipazione diretta. Obiettivo Spezia ha raccontato il territorio attraverso la fotografia dei giovani, dimostrando come cambiare prospettiva significhi cambiare il modo di comprendere il mare e la città.
L’ultima parte della mattinata ha riportato al messaggio più semplice e universale con APS Per il Mare: davanti al mare siamo tutti uguali. Tra i presenti anche l’associazione Il Faro 23 di Salsomaggiore Terme, segno concreto di una rete che supera confini geografici. A chiudere idealmente il viaggio, il collegamento con Barcellona e Gotes d’Aigua FECDAS per raccontare le immersioni accessibili a tutti.
Nel corso della mattinata è emerso con forza un sentimento condiviso: La Spezia viene spesso definita una realtà piccola, ma continua a dimostrare un ruolo centrale a livello nazionale ed europeo per porto, Marina, ricerca e cultura marittima. Una città che deve essere fiera del proprio mare e delle persone che ogni giorno lavorano per proteggerlo e raccontarlo.
A un certo punto, ascoltando le storie dei ragazzi, le testimonianze dei genitori, la passione dei volontari, è diventato impossibile restare distaccati. Perché questa non è stata solo una mattinata di incontri, ma un racconto di inclusione, seconde possibilità e comunità.
Il mare non divide. Collega. E alla Spezia lo si è sentito davvero.
Categoria Cronaca
Autore: Gazzetta della Spezia
13-02-2026 18:03
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