Frana di Arenzano, fatti brillare 300kg di cariche esplosive per "frantumare" il masso pericolante

Il materiale lapideo rimosso sarà utilizzato per completare le opere di rafforzamento della scogliera. Obiettivo: riaprire la strada il 1° marzo.

Ieri, 13 febbraio, sulla statale 1 “Via Aurelia”, nel tratto compreso tra i km 547 e 548 nel comune di Arenzano (GE), Anas ha fatto brillare 300 kg di cariche esplosive disposte sulla parete rocciosa a seguito della frana dello scorso 26 gennaio.


Nel corso degli interventi per la messa in sicurezza del versante franato era stato attivato presso la Prefettura un tavolo tecnico fra Anas, Aspi, Regione Liguria e i comuni interessati per coordinare le operazioni di brillamento e concordare le chiusure dei tratti di strada per garantire la piena sicurezza di utenti e cittadini.




All’operazione erano presenti, tra gli altri, il Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, l’Assessore regionale alla Protezione Civile, Infrastrutture, Ambiente e Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone, il Sindaco di Arenzano Francesco Silvestrini, l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme e il Responsabile della Struttura Territoriale di Anas Liguria Nicola Dinnella.



“Siamo qui per il primo intervento importante di messa in sicurezza della strada – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme – il masso instabile presente in questa area, con dimensioni pari a un palazzo di quattro piani, rappresentava un rischio per la sicurezza pubblica e le infrastrutture circostanti. Così abbiamo deciso di procedere con la detonazione controllata della parete rocciosa eseguita da esperti del settore. A breve – ha aggiunto Gemme – potremo programmare le fasi successive per garantire la riapertura della Statale Aurelia nei tempi più brevi possibili. Siamo impegnati a garantire la sicurezza e il benessere della comunità. L’intervento di oggi è un rilevante passo avanti”.



L’operazione di esplosione è destinata a riprofilare la parete di roccia dove nei prossimi mesi Anas farà un intervento mirato a mitigare e prevenire il dissesto idrogeologico.

Le cariche sono state disposte dai rocciatori in punti prestabiliti e individuati per distaccare i volumi rocciosi da eliminare: il masso pericolante aveva dimensioni di oltre 720 metri cubi con un peso di circa 2mila tonnellate.

In conformità alle indicazioni formulate dalla Direzione Generale Ambiente della Regione Liguria, Anas procederà all’impiego del materiale lapideo rimosso per completare le opere di rafforzamento della scogliera. Il materiale franato presenta caratteristiche litologiche analoghe a quelle dei massi già presenti nella scogliera, così da consentire un’integrazione omogenea e coerente con il profilo attuale dell’opera di difesa costiera.

Dopo il completamento delle attività di disgaggio e rimozione dell’ammasso franato con le microcariche esplosive, seguirà la posa in opera dei massi selezionati. La sequenza operativa sarà finalizzata alla massima tempestività e all’immediato ripristino della sicurezza, condizione necessaria per la riapertura al traffico nel più breve tempo possibile.

Tutte le attività sono svolte in stretto coordinamento con le Amministrazioni coinvolte e nel pieno rispetto delle prescrizioni tecniche e ambientali.

"Come Regione abbiamo collaborato con tutte le Istituzioni coinvolte per arrivare alla giornata di oggi con l'obiettivo comune della riapertura della strada il 1° marzo, è un obiettivo molto significativo e siamo nei tempi per poterlo raggiungere. C'è poi il tema del recupero e riutilizzo in mare del materiale roccioso fatto brillare per consolidare la scogliera: è un altro esempio di grande collaborazione istituzionale su cui Regione con gli uffici Ambiente sta lavorando perché con questi massi potrà essere rinforzato il 'piede' dell'Aurelia consentendo di accelerare i tempi e ridurre i costi dell'intervento in corso da parte di Anas, con un aumento della resilienza di questo territorio", ha affermato l'assessore alle Infrastrutture e Protezione civile di Regione Liguria, Giacomo Raul Giampedrone.


(Foto: ANAS)






 

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