di Francesca Tarantino - Al Teatro Impavidi la città presenta il dossier 2028: visione, coraggio e una rete territoriale senza precedenti. Il 27 febbraio l’audizione decisiva a Roma.
La presentazione del dossier di candidatura di Sarzana a Capitale Italiana della Cultura 2028 si è svolta questa mattina al Teatro Impavidi, luogo simbolo di una comunità che nei momenti cruciali ha sempre scelto la via del coraggio. Qui, nel 1809, otto cittadini visionari trasformarono un antico convento in uno spazio scenico, dando vita a un’istituzione che ancora oggi rappresenta il cuore culturale della città.
L’evento si è aperto con la lettura intensa di Chiara De Caro, che ha evocato la speranza come “creatura alata” e introdotto il tema dell’impavidità, filo conduttore della candidatura.
Il simbolo scelto per rappresentare Sarzana è il martin pescatore, piccolo e veloce uccello, capace di attendere, osservare e poi tuffarsi con precisione. Una metafora perfetta per una città che vuole trasformare fragilità e crisi in opportunità di rinnovamento, facendo della cultura un motore di cambiamento concreto.
A condurre l’incontro sono stati Alice Bascherini e Luca Naj-Olearni, che con ironia hanno raccontato i mesi di lavoro condiviso e l’entusiasmo crescente attorno al progetto: “Siamo al 90% del volo. Gli ultimi dieci giorni faranno la differenza: ora l’obiettivo non è più partecipare, ma vincere”.
La sindaca Cristina Ponzanelli ha ripercorso la genesi della candidatura, sottolineando come la scelta fosse “quasi un destino” per una città che ha sempre creduto nella cultura come bene comune. “Qualcuno disse che era fantascienza. La storia gli ha dato torto: non era fantascienza, era impavidità”.
Ponzanelli ha ricordato la visione di lungo periodo che ha guidato le scelte amministrative, l’investimento convinto nella cultura e la costruzione di una rete territoriale ampia e coesa: 200 associazioni, 80 istituzioni culturali, decine di Comuni dalla Val di Magra alla Val di Vara, dal Golfo dei Poeti fino a Ventimiglia.
Sul palco si sono alternati sindaci e amministratori dei territori coinvolti, tutti concordi nel riconoscere il valore di una candidatura che supera i confini amministrativi e propone un modello di sviluppo culturale condiviso. Una Liguria che si presenta unita, con Sarzana come città capofila.
L’assessore alla cultura Giorgio Borrini ha illustrato gli aspetti tecnici del dossier e i benefici già ottenuti grazie al percorso di candidatura. Tra i risultati più significativi:
Borrini ha ricordato che il titolo porta con sé un finanziamento di 1 milione di euro, ma soprattutto un potenziale di sviluppo molto più ampio, come dimostrato dal caso di Matera. Ha inoltre spiegato come si svolgerà l'audizione al Ministero della Cultura in programma il venerdì 27 febbraio: l'incontro durerà 60 minuti, mezz’ora di presentazione e mezz’ora di domande della commissione. Sarzana sarà accompagnata dal proprio Comitato Scientifico, composto da figure di rilievo nazionale: direttori di musei, urbanisti, studiosi del Censis, esperti di Made in Italy e professionisti delle arti performative.
I progettisti Luca Vivona ed Eleonora Onghi hanno raccontato la struttura del dossier, costruito attorno a tre assi:
Tra i progetti citati: festival di danza e teatro, percorsi di rigenerazione urbana condivisa, mappature dell’artigianato, grandi mostre, iniziative dedicate a Napoleone e Niccolò V, esplorazioni sonore nelle fortezze e nei paesaggi industriali della piana del Magra. Il dossier si chiude con un progetto simbolico: portare l’arte dentro l’ospedale, come forma di cura e bellezza accessibile a tutti.
L’incontro si è concluso con l’invito a seguire e sostenere la candidatura attraverso i canali digitali ufficiali e con l’annuncio che l’audizione del 27 febbraio sarà trasmessa in streaming. “Ci andremo insieme, con la forza degli impavidi”, ha detto la sindaca.
Categoria Cultura
Autore: Gazzetta della Spezia
14-02-2026 14:06
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