Fratelli d’Italia, La Spezia apre la campagna per il Sì al referendum sulla giustizia

di Anna Mori - Con Delmastro il primo appuntamento pubblico. Gazebo, incontri e convegni in tutta la provincia per sostenere una riforma definita “storica ed epocale”

È stata ufficialmente aperta questa mattina la campagna referendaria per il Sì alla riforma della giustizia promossa dal coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia. Un percorso che entrerà nel vivo lunedì 16 con un incontro pubblico presso la Sala Consiliare della Provincia insieme al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, appuntamento che, come ha spiegato il coordinatore provinciale Davide Parodi, segnerà formalmente l’avvio della mobilitazione sul territorio.


Parodi ha annunciato un calendario fitto di iniziative che toccheranno quasi tutti i comuni della provincia. Il 6 marzo sarà presente a Sarzana l’onorevole Sara Kelany, mentre il 7 marzo alla Spezia interverrà l’eurodeputato Mario Mantovani. Il 17 marzo a Brugnato sarà invece la volta dell’onorevole Paola Frassinetti, che affiancherà agli appuntamenti politici anche incontri istituzionali sul territorio.




Il coordinatore ha spiegato che l’obiettivo è portare le ragioni del Sì “in quasi tutti i paesi della provincia”, incontrando cittadini nei quartieri e nei comuni, dalla Val di Vara alla Val di Magra fino alla costa. Ha sottolineato come, a loro giudizio, si tratti di una riforma necessaria per il sistema Paese e non di una battaglia di parte: “Non è una riforma della destra, ma una riforma che serve alla giustizia italiana”. Secondo Parodi, tutti negli anni hanno riconosciuto la necessità di intervenire, mentre oggi la sinistra avrebbe scelto di trasformare il referendum in uno scontro politico contro il Governo, anteponendo “interessi di bottega agli interessi nazionali”. Il partito, ha aggiunto, continuerà comunque per la sua strada.



Il Consigliere regionale Gianmarco Medusei ha definito la riforma “storica ed epocale”, sostenendo che si tratta di un cambiamento atteso da molto tempo. Ha annunciato convegni su tutta la provincia con la partecipazione di personalità e tecnici del settore, spiegando che anche magistrati e rappresentanti delle Camere penali starebbero illustrando le ragioni tecniche della necessità della riforma. Medusei ha parlato di tentativi di ostruzionismo e di iniziative referendarie alternative per rallentare il percorso, ribadendo però la volontà del partito di andare avanti. Ha inoltre sottolineato che l’obiettivo è portare i cittadini alle urne perché “è fondamentale esprimersi con un Sì”.



Sul fronte organizzativo, Denise Gianardi ha evidenziato il lavoro capillare svolto con i referenti territoriali per raggiungere ogni realtà della provincia. Ha spiegato che saranno organizzati incontri pubblici, dibattiti e gazebo informativi per distribuire materiale e sensibilizzare i cittadini. Tra i comuni citati figurano La Spezia, Sesta Godano, Varese Ligure, Brugnato e Beverino, con l’intenzione di coprire l’intero territorio provinciale.

L’onorevole Maria Grazia Frijia ha ringraziato il partito per lo sforzo organizzativo, sottolineando il radicamento territoriale della forza politica. Ha ribadito che non vi è timore del confronto e che l’attività sarà improntata alla conoscenza e all’informazione. Secondo Frijia, la riforma punta a rendere la giustizia “più moderna e più trasparente”, attraverso la separazione delle carriere, la previsione di due distinti Consigli superiori e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Ha respinto le accuse secondo cui la riforma metterebbe la magistratura sotto l’egida del Governo, sostenendo che al contrario le nuove regole, compreso il sorteggio per la scelta dei membri del Csm, garantirebbero maggiore trasparenza, terzietà e indipendenza, oltre a contrastare il correntismo e le degenerazioni emerse negli ultimi anni.

Frijia ha inoltre rimarcato la competenza tecnica dei relatori che interverranno nei vari appuntamenti, ricordando che Delmastro, Kelany e Frassinetti sono avvocati con esperienza nel settore. Ha definito la consultazione una “battaglia di civiltà” e ha criticato quella che ritiene una faziosità nel dibattito pubblico, accusando la sinistra di trasformare un referendum necessario per il Paese in uno strumento di lotta contro il Governo guidato da Giorgia Meloni.

Secondo Frijia, l’Italia, sempre più punto di riferimento internazionale, avrebbe bisogno di una riforma della giustizia capace di rafforzarne la credibilità. La campagna sul territorio, ha concluso, sarà aperta al confronto con cittadini e professionisti, con l’obiettivo di spiegare nel merito le ragioni del Sì in vista del voto del 22 e 23 marzo 2026.






 

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