di Anna Mori - La canzone scritta nel 2017 precede il brano dedicato ad una ragazza spezzina e intitolato “La Spezia”: la nostra città resta la meta emotiva dell’artista genovese.
Prima è arrivata l’ispirazione, poi la dichiarazione esplicita. Nel percorso artistico di Maz Vilander, nome d’arte di Matteo Cavanna, c’è un filo che lega due canzoni in modo sorprendente: "Sublime" e "La Spezia".
La particolarità? Sublime è nata nel 2017 insieme ai Makadam Zena, la band che accompagna l’artista nei live in regione e fuori. La Spezia, invece, racconta una storia che risale al 2009. Ma dentro entrambe, in modo diverso, la nostra città è sempre protagonista.
L’inizio di tutto: una ragazza spezzina e una canzone
Questa è una storia che avevamo raccontato in una nostra intervista del 2024 (leggi qui). Nel 2009 Matteo Cavanna lavorava in un supermercato e ogni giorno si recava in una filiale bancaria per versare l’incasso. È lì che avvenne l’incontro destinato a trasformarsi in musica.
“Arrivo allo sportello e vedo questa ragazza, rimango letteralmente folgorato. Sentivo che parlava con un accento non genovese, ho scoperto poi che era spezzina", racconta Maz Vilander. Inizia così il corteggiamento, sempre tra un versamento e l’altro, mai fuori dal contesto lavorativo. Poi, il giorno di Ferragosto del 2009, la decisione: fare qualcosa di diverso per farle capire che il sentimento era autentico.
Nasce così “La Spezia”, costruita su un doppio significato: la città ligure e “la spezia” come elemento capace di dare sapore alla vita. Un gioco di parole romantico e diretto, che diventa dichiarazione d’amore.
L’8 marzo 2010, Matteo consegna il CD alla ragazza. La risposta arriva il giorno dopo: la canzone è piaciuta moltissimo. Ma lei è sposata. “Mi è crollato il mondo addosso, ma mi sono detto che almeno da tutto questo era nata una canzone", racconta Matteo.
Da quel momento il brano entra stabilmente nel repertorio dei Makadam Zena. Nel 2024 compie quindici anni e viene celebrato con un videoclip girato proprio alla Spezia, anche con l’intento di superare ironicamente la storica rivalità tra genovesi e spezzini. “La sento anche ‘la mia città’. Anche alla Spezia mi sento davvero a casa", spiega Matteo.
“Sublime”: anche questa canzone diretta verso La Spezia
Ed è qui che il racconto si fa ancora più interessante. Nel 2017 nasce "Sublime". Non è una canzone dichiaratamente dedicata alla nostra città, ma ne custodisce lo spirito. Nel videoclip, infatti, la tratta percorsa con il treno è quella del Levante, direzione La Spezia. Una scelta tutt’altro che casuale.
“Sublime è una canzone nata nel 2017 insieme ai Makadam Zena. Parla principalmente delle relazioni a distanza in cui il cellulare diventa paradossalmente l’unico mezzo per rimanere in contatto", spiega ancora Matteo. Il brano racconta dinamiche profondamente attuali: la bramosia del sentirsi senza potersi vedere, la frustrazione di non riuscire a comunicare — a volte per un problema di segnale, altre per scelta. Quel limbo moderno tra il non rendersi troppo disponibili e la paura di perdere un’occasione.
Ed ecco la metafora centrale: il treno.
“Il treno è la metafora di quell’opportunità che, una volta persa e andata, non si può più riprendere. Resta quel senso del ‘chissà cosa sarebbe stato se avessi avuto il coraggio di prenderlo’ oppure ‘non era il mio destino”, dice Matteo. Impossibile non collegare questa immagine alla storia del 2009. Anche lì c’era un treno. Un’occasione. Un sentimento nato e poi fermato. Ma trasformato in musica.
Perché “Sublime”?
“Sublime è un aggettivo che può essere usato in molti modi. In questa canzone l’ho pensato più come una meta”, dichiara Matteo. Non solo qualcosa di bello, ma uno stato onirico. Il momento in cui ci si abbandona alla speranza di raggiungere qualcosa — o qualcuno. È la tensione verso quella meta a rendere tutto più eccitante. E quando Vilander afferma di considerare La Spezia una città “Sublime”, il cerchio si chiude.
Anche il giorno delle riprese del video sembra seguire il simbolismo del destino: settimane di sole, poi improvvisamente la pioggia. “L’abbiamo preso come un segno del destino.” Proprio come i treni che partono quando meno te lo aspetti.
Un filo continuo
La Spezia nasce da una storia vera, da un innamoramento improvviso. Sublime racconta l’attesa, la distanza, l’occasione che passa. La prima è una dichiarazione diretta. La seconda è una riflessione più universale. Ma entrambe viaggiano sulla stessa tratta. “Tutto torna e va, come un treno.” E in quel movimento continuo, La Spezia resta la meta emotiva di Maz Vilander. Non solo una città, ma un luogo dell’anima che continua a ispirare le sue canzoni.
Sublime, appunto.
Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
14-02-2026 17:56
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