Il Comitato: il rigassificatore di Panigaglia mette a rischio turismo ed economia locale

Perché le Associazioni di Artigianato e del Commercio e i porticcioli turistici fanno “orecchie da mercante”?

Il Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia ha nuovamente scritto a Confartigianato, CNA, Confcommercio, Confesercenti e pure a Porto Mirabello, Porto Lotti e Assonautica per essere audito in merito alle problematiche causate dalla presenza dell’impianto di Panigaglia.


“Il rigassificatore di Panigaglia è sottoposto alla Direttiva Seveso, perché è pericoloso e parimenti lo sono il truck loading e il vessel reloading, i due nuovi business collegati al rigassificatore – afferma il portavoce Fabio Ratto –, quindi è inquietante che non capiscano che la reticenza va a discapito delle attività degli associati, perché i turisti e la clientela potrebbero scegliere altre località, se venisse fatta la comunicazione obbligatoria per Legge. Dunque, la conoscenza del pericolo molto probabilmente metterebbe a rischio tutti i mestieri collegati al turismo e ciò significherebbe il crollo dell’economia dello spezzino. Al momento però non è fatta la dovuta informazione, benché sia obbligatorio ottemperare a tale normativa. Quindi, come abbiamo evidenziato al Comune di Lerici nel corso dell’audizione, le Autorità preposte dovranno intervenire. Con tutto ciò che ne consegue.”




Conclude Ratto: “Invero incredibile che continuino a fare ‘orecchie da mercante’, perché il rigassificatore di Panigaglia è collocato in una baia del nostro Golfo ed è nocivo, sia per l’ambiente, sia per la sicurezza e la salute della popolazione, compresi i turisti e i frequentatori dei porticcioli, mentre a Vado sarebbe stato in mare, lontano dalla costa, dalle abitazioni e dalle attività. Non ci hanno mai dato riscontro, neppure dopo che il Consiglio regionale ha ribadito all’unanimità il no al trasferimento del rigassificatore da Piombino a Vado Ligure, dimostrando un’impropria acquiescenza nei confronti di un potere economico che collide con l’economia creata dai battellieri e dalle crociere, con la ristorazione e l’ospitalità. Perché rifiutano di confrontarsi con noi? Hanno forse paura di dover assumere appropriate iniziative, se messi di fronte alla ‘verità’?”










 

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