Peracchini: “La Spezia lascia un segno nel mondo. Il design è la nostra identità profonda”

di Francesca Tarantino - Il sindaco celebra l’ingresso della città nella rete UNESCO: tradizione, mare, formazione e industria al centro della visione spezzina.

Nel suo intervento al primo evento inaugurale di La Spezia Città Creativa UNESCO per il Design, il sindaco Pierluigi Peracchini ha tracciato una visione ampia e identitaria del percorso che ha portato la città a ottenere il prestigioso riconoscimento internazionale. «Il mare è il nostro genius loci – ha affermato – lo spirito profondo del luogo che abitiamo e che ha fatto scoccare la scintilla fin dalle primissime generazioni di spezzini». Un legame che, secondo il sindaco, ha guidato nei secoli la capacità della città di unire natura, lavoro, tecnica e creatività.


Peracchini ha ripercorso la storia produttiva della città, dalle botteghe dei maestri d’ascia al ruolo dell’Arsenale, fino alla nascita del cantiere del Muggiano e alla trasformazione della Spezia in un distretto nautico di rilevanza mondiale. «La Spezia ha lasciato un segno ispirato dalla natura – ha spiegato – in una metamorfosi continua: dalle botteghe alla carpenteria pesante, fino alla nautica sofisticata, dalla meccanica di precisione alla creatività digitale». Oggi, ha ricordato il sindaco, il 26% della produzione mondiale di mega-yacht si concentra nel Golfo, grazie al lavoro di oltre 16.000 persone e a un indotto di più di 1.000 imprese.




Peracchini ha definito il Miglio Blu “un segno lasciato nove anni fa”, una strategia che ha trasformato aree militari e industriali dismesse in un polo creativo e produttivo unico al mondo. «Il Miglio Blu è il risultato di un processo di riqualificazione urbana e di riconversione che oggi ospita aziende leader, studi internazionali di design, showroom e centri di ricerca. È uno dei motori della nostra crescita economica e culturale».



Il sindaco ha dedicato ampio spazio al tema della formazione, definendolo «l’elemento strategico della trasformazione spezzina». Il campus universitario, ospitato in un ex ospedale militare riconvertito, offre un percorso completo in design nautico, ingegneria navale e architettura del prodotto, unico in Europa. A questo si aggiunge il nuovo centro di ricerca universitario del design nautico all’interno dell’Arsenale, dotato di laboratori avanzati per progettazione e prototipazione.



Peracchini ha voluto sottolineare il valore culturale del design, oltre quello industriale: «Il design è lasciare un segno culturale. È la più alta forma di espressione intellettuale, una capacità estetica di interpretare il mondo, unendo sapienza classica e visione futurista». Una visione che, secondo il sindaco, rende ogni imbarcazione progettata alla Spezia «un’opera d’arte semovente che porta il nome della città nel mondo».

Nel finale, Peracchini ha rivolto un applauso alla pubblica amministrazione comunale, riconoscendo il lavoro svolto dagli uffici e dai professionisti coinvolti nella candidatura UNESCO. Ha citato in particolare il capo dipartimento Massimiliano Curletto, la funzionaria Chiara Bianchi e il contributo determinante di Federico Giorgilli, definito “prezioso e indispensabile”.

Il sindaco ha concluso con un messaggio rivolto alle nuove generazioni: «Affidiamo questo sogno alle mani dei nostri giovani, i cui talenti vogliamo che qui possano trovare luce e restare. La Spezia ha dimostrato nei secoli che lasciare un segno vale sempre la pena. Non si tratta di vincere o perdere un titolo, ma di mettersi in gioco ogni giorno come comunità». Un invito a proseguire il percorso intrapreso, con la consapevolezza che «il meglio deve ancora venire».






 

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