Le tavole della "Pace di Dante", ora conservate nell'Archivio di Stato della Spezia, dimostrano con certezza la presenza del Sommo Poeta a Sarzana il 6 ottobre 1306.
La decisione di esporre alla Spezia le tavole originarie della "pace di Dante", datate 6 ottobre 1306, in occasione dell'inaugurazione della nuova sede dell'Archivio di Stato provinciale, è una decisione che fa onore a tutta la provincia spezzina. Sarzana non può non esserne grata ed orgogliosa.
Grazie proprio a quelle tavole, esposte alla Spezia in quanto conservate nell'Archivio di Stato, è possibile dire che Dante Alighieri sia stato con certezza quel giorno a Sarzana, divenendo uno dei più illustri se non il più illustre ospite della città. Benché infatti le tavole in questione non riportino la firma autografa di Dante, che come sappiamo non ci è mai pervenuta, esse riportano la fedele annotazione del notaio Giovanni di Parente di Stupio che proprio quella mattina, "ante missam" (prima della messa, quindi all'incirca alle nostre 6.30) messer Dante Alighieri si era presentato nel suo studio di piazza della Calcandola, oggi piazza Matteotti e già allora piazza principale della città, per farsi identificare e per ricevere da Franceschino Malaspina la procura a recarsi il giorno stesso nella vicina Castelnuovo, sede temporanea del vescovo Antonio Nuvolone da Camilla, e sottoscrivere con lui, per conto dei Malaspina stessi, l'atto di pace che metteva fine a una lunga contesa.
Il documento, contenente una "Arenga" iniziale – testo tipico dell'epoca, e vero e proprio preambolo filosofico e politico –, non riporta il nome del suo autore, ma numerosi studiosi (cui altri se ne sono aggiunti nel recente centenario del 2021) concordano nell'individuarlo, in base allo stile e ai riferimenti, nella figura stessa di Dante. Sarzana risulta così, oltre ovviamente a Firenze e a Ravenna, forse l'unica città in cui, dopo l'esilio del 1301, si abbia certezza cronologica della presenza di Dante. Il quale, dunque, può ben essere collegato ai due temi individuati nella candidatura di Sarzana: impavida e crocevia. Chi più impavido di Dante, oltre che orgoglioso e stupefacente nella sua cultura, ha contrassegnato la storia della letteratura e della civiltà stessa d'Italia? E quale descrizione migliore di quella contenuta nella parola "crocevia" per la città che quel mattino lo vide presentarsi di buon'ora al notaio he lo attendeva, per poi recarsi, si ritiene a piedi, sino a Castelnuovo?
Una cosa non sappiamo. Dante, in quella notte tra il 5 e il 6 ottobre 1306, dormì a Sarzana, non essendo verosimile abbia percorso a piedi nottetempo il percorso tra l'alta Lunigiana e la città. Ma dove dormì? Questo ad oggi non lo sappiamo. Difficile che i Malaspina, di cui era l'ambasciatore, lo avessero inviato in una delle pur numerose locande cittadine. Più probabile abbia dormito invece in una delle loro proprietà, ma quale? Ecco un tema da sviluppare, in onore di un grande italiano, "impavido" come Sarzana, nelle attività che, ci possiamo augurare, accompagneranno il percorso di "Città Capitale della Cultura".
Grazie, ancora una volta, amici dell'Archivio di Stato di La Spezia.
Egidio Banti,
presidente del Comitato Scientifico Sarzana Capitale Italiana della Cultura 2028, storico, giornalista e scrittore
Categoria Cultura
Autore: Gazzetta della Spezia
18-02-2026 10:40
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