di Anna Mori - L’iconica costa islandese tra erosione accelerata e onde imprevedibili: bellezza e rischio davanti al Nord Atlantico.
Negli ultimi giorni la celebre spiaggia nera di Reynisfjara, sulla costa meridionale dell’Islanda vicino al villaggio di Vík, ha subito una trasformazione significativa a causa delle violente mareggiate e dei venti intensi che hanno investito l’area, provocando un’erosione marcata dell’arenile. Questo tratto di costa, noto per la sua sabbia vulcanica di colore nero, le colonne di basalto e i faraglioni che emergono dall’oceano, è diventato un simbolo della potenza delle forze naturali e della vulnerabilità dei paesaggi costieri ai cambiamenti climatici e alle condizioni meteorologiche estreme.
“Reynisfjara è incredibilmente affascinante, ma le correnti e le onde qui sono molto particolari”, afferma Sabrina Mugnos, geofisica e vulcanologa. “Le onde possono arrivare molto penetrare nella battigia molto di più di quanto ci si aspetti, e i forti venti orientali recenti hanno spinto via una quantità enorme di sabbia nera, lasciando visibile molto meno arenile e rendendo la costa ancora più insidiosa”.
La spiaggia di Reynisfjara si è formata attraverso l’azione combinata di vulcanismo e erosione marina. La sabbia nera è costituita da frammenti di lava solidificata che si accumulano lungo la costa, ma quando le mareggiate aumentano di intensità, queste particelle possono essere rapidamente trasportate via, modificando drasticamente l’aspetto del luogo. Recenti fotografie e testimonianze mostrano come alcune aree un tempo accessibili siano ora ritirate verso l’interno o direttamente erose, mettendo in evidenza la fragilità di questi ambienti naturali.
Oltre alla morfologia unica, Reynisfjara è famosa anche per essere una delle spiagge più pericolose al mondo. Il motivo principale sono le cosiddette “onde serpente (sneake waves)”, onde improvvise e insidiose che possono risalire la battigia molto più lontano di quanto si pensi e con grande energia, travolgendo e trascinando chi si trova troppo vicino all’acqua. Queste onde, generate dalla combinazione di correnti marine e variazioni improvvise nei fondali, possono apparire anche in condizioni apparentemente calme e senza preavviso.
Negli ultimi anni diverse persone sono tragicamente morte proprio a causa di queste correnti imprevedibili. La temperatura gelida dell’oceano e l’assenza di bagnini o barriere di sicurezza rendono le possibilità di salvataggio estremamente ridotte se qualcuno viene trascinato in mare.
Per mitigare questi rischi, le autorità islandesi e le associazioni locali hanno sviluppato un sistema di avvisi con luci di pericolo che indica ai visitatori quali aree della spiaggia sono sicure da esplorare. Quando la luce è verde, la spiaggia è considerata a basso rischio (pur richiedendo sempre attenzione); la luce gialla segnala condizioni più insidiose; la luce rossa indica pericolo elevato e invita a restare lontano dall’arenile. Questo sistema è stato integrato con segnali informativi e percorsi protetti per aiutare i turisti a godersi il paesaggio senza esporsi a situazioni di pericolo.
“La bellezza di questo luogo è innegabile, ma la natura qui non è indulgente”, continua Mugnos. “Molte persone sottovalutano quanto velocemente un’onda serpente possa raggiungere la battigia o come il vento e le correnti possano cambiare l’accessibilità di una zona in poche ore. È fondamentale rispettare i segnali di sicurezza e mantenersi sempre a distanza dall’oceano”.
La spiaggia nera di Reynisfjara continua ad attirare visitatori da tutto il mondo, anche dopo essere apparsa in produzioni cinematografiche e serie televisive come luogo straordinario e scenografico. Tuttavia, il recente fenomeno di erosione, unito alla potenza delle onde serpente (sneaker waves) e alle caratteristiche del fondale, sottolinea l’importanza di un approccio consapevole e rispettoso nei confronti degli ambienti naturali costieri, che possono essere tanto magnifici quanto pericolosi.
Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
18-02-2026 14:05
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