di Elena Tonelli - Al congresso UILM, gli interventi di FIM, FIOM, UILTuCS e UIL Pensionati sottolineano l’importanza di politiche industriali solide, rinnovi contrattuali puntuali e attenzione a salari, sicurezza e dignità dei lavoratori.
Nel corso del congresso della UILM della Spezia, accanto alla relazione di Graziano Leonardi e all’intervento conclusivo del segretario generale Rocco Palombella, si sono susseguiti numerosi contributi delle altre organizzazioni sindacali e delle categorie UIL, tutti accomunati da un filo conduttore: unità, politiche industriali e difesa del lavoro.
Kevin Lanieri della FIM CISL ha richiamato con forza il tema dell’unità sindacale. «Un congresso non è un semplice adempimento formale, ma un luogo in cui si riflette sul lavoro svolto e si costruisce una visione per il futuro». In una fase «estremamente complessa», ha sottolineato, «le lavoratrici e i lavoratori ci chiedono di essere uniti e capaci di dare risposte concrete». Le differenze tra organizzazioni «fanno parte della storia del movimento sindacale», ma oggi «è fondamentale ricordare ciò che ci unisce ancor prima di ciò che ci distingue». L’unità, ha aggiunto, «non si proclama, si costruisce ogni giorno nei luoghi di lavoro, nelle vertenze e nella contrattazione».
Sulla stessa linea Marzio Artiaco della FIOM CGIL, che ha rivendicato il valore del rinnovo contrattuale: «Il risultato del contratto nazionale è la fotografia di cosa significa lavorare insieme». Presentarsi uniti al tavolo con la controparte «senza dare segnali di divisione» ha permesso di ottenere «risultati importanti in un momento tra i più difficili della nostra storia recente». Artiaco ha poi rilanciato la necessità di «politiche industriali serie e concrete», ricordando come proprio l’industria abbia garantito tenuta al territorio spezzino anche nei momenti più duri, come durante la pandemia. Centrale anche il tema della sicurezza: «Infortuni zero deve essere la prima grande battaglia».
Il coordinatore regionale UILM Antonio Apa ha posto l’accento sul peso strategico dell’industria nell’economia nazionale: «Produce oltre il 20% del Pil, circa 800 miliardi di euro. Sottovalutarla è un errore grave». Ha denunciato l’assenza di una vera politica industriale e collegato la stagnazione economica anche alla questione salariale: «Se non aumentano i salari, non cresce la domanda interna». Rivendicando il contratto nazionale dei metalmeccanici, ha ricordato la clausola di salvaguardia sull’inflazione: «Abbiamo firmato per 112 euro, diventati oltre 300. È una scelta che tutela davvero il potere d’acquisto».
Salvatore Balestrino, coordinatore territoriale UIL, ha richiamato la necessità di «sviluppo senza pregiudizi», sostenendo che energia, ambiente, turismo e industria «possono e devono coesistere». Ha sottolineato l’importanza del protocollo contro il caporalato e la necessità di garantire «casa, stabilità e dignità» ai lavoratori, soprattutto nei settori più fragili.
Marco Callegari, segretario generale UILTuCS Liguria ha evidenziato il problema dei ritardi nei rinnovi contrattuali: «Non è accettabile che un contratto scaduto resti fermo per anni, perché i lavoratori perdono salario e potere d’acquisto». Ha poi lanciato una riflessione sull’intelligenza artificiale: «Non possiamo fermare il vento, dobbiamo governarlo», investendo in una formazione «vera e mirata ai cambiamenti del lavoro».
Dal fronte pensionati, Marcello Notari della UIL Pensionati ha ricordato che «le pensioni in Italia hanno tra le tassazioni più alte d’Europa» e che la rivalutazione recente «ha portato pochi euro nelle tasche dei pensionati». Ha ribadito il sostegno alle categorie attive: «Se oggi non c’è un salario adeguato, domani ci sarà una pensione da fame».
Marco Furletti della UIL Trasporti ha definito La Spezia «un modello di integrazione tra difesa, cantieristica, nautica e porto», frutto di scelte lungimiranti. Ha però richiamato l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori degli appalti: «Dobbiamo migliorare le condizioni di chi opera nei servizi, troppo spesso penalizzati».
A chiudere gli interventi Luigi Pinasco, segretario generale della UILM Genova, che ha sottolineato l’importanza di «stare in mezzo ai lavoratori» e di ridurre le disuguaglianze. «L’industria produce ricchezza e va redistribuita in modo più equo», ha affermato, ricordando anche la funzione della clausola di salvaguardia come strumento concreto di tutela.
Un confronto ampio e articolato che ha confermato, pur nelle diverse sensibilità, un terreno comune: rafforzare l’unità sindacale, rilanciare l’industria, garantire salari adeguati, sicurezza e dignità del lavoro.
Categoria Politica
Autore: Gazzetta della Spezia
20-02-2026 19:47
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