Costretto alle dimissioni dal fascismo, venne arrestato e morì nel campo di sterminio nazista di Mauthausen.
Il sindaco di Sarzana Pietro Arnaldo Terzi, protagonista delle vicende del 21 luglio 1921,è stato ricordato domenica 22 febbraio a Milano da Egidio Banti. Banti ha parlato alla Casa della Memoria di Milano su invito dell'ANED, l'Associazione nazionale ex deportati. Terzi, infatti, dopo essere stato costretto alle dimissioni dal fascismo ed "esiliato" a Sestri Levante, nel 1944 venne arrestato e trasferito prima a Fossoli, presso Modena, e quindi al campo di sterminio nazista di Mauthausen, dove morì, probabilmente nel mese di luglio di quello stesso anno.
L'evento svoltosi alla Casa della memoria, aperto dal presidente nazionale Andrea Venegoni e coordinato da Guido Lorenzetti, aveva per tema "Memorie familiari". Nel corso della giornata, dieci tra figli e nipoti di deportati italiani uccisi nei lager nazisti hanno parlato delle vicende dei loro familiari. Banti, in particolare, ha parlato in quanto pronipote diretto di Terzi, che era fratello della nonna dell'attuale sindaco di Maissana, Fantina. Banti ha così avuto modo di ricordare le varie fasi della vita di Pietro Arnaldo Terzi, anche facendo riferimento al libro biografico scritto negli anni passati da Pino Meneghini e Alessandro Palumbo. Ha ricordato così, sia pure per sommi capi, le convulse ore tra il 20 e 21 luglio 1921, con l'intesa tra Terzi e il capitano dei carabinieri Guido Jurgens, intesa che, come è noto, fece dire a Sandro Pertini "Se tutte le città italiane avessero fatto come Sarzana, il fascismo non sarebbe passato"...
Banti si è poi soffermato sulla seconda fase della vita di Terzi, dal trasferimento forzato a Sestri Levante - senza poter più esercitare la professione di avvocato, che era molto spesso a tutela dei più deboli e dei lavoratori privati dei diritti essenziali - all'arresto nel febbraio 1944, voluto dal responsabile delle Brigate Nere locali, lo spezzino Bertozzi. Benché un carabiniere avesse provveduto, rischiando la vita, ad avvisare la sera prima coloro che dovevano essere arrestati, Terzi, sicuro della sua buona fede, si presentò ugualmente in caserma. Invitato a tornare a casa, si presentò di nuovo il giorno dopo, e questa volta venne arrestato. A Fossoli restò in corrispondenza con la moglie e con i parenti, e di questo ci sono testimonianza anche dal libro che Guido Lorenzetti ha dedicato al padre Andrea, anch'egli deportato in quello stesso periodo e amico di Terzi.
L'ANED ha dedicato più volte pubblicazioni e ricordi a Pietro Arnaldo Terzi, e Banti ha ringraziato di questo l'associazione, anche a nome di tutti i familiari.
Categoria Cronaca
Autore: Gazzetta della Spezia
23-02-2026 17:06
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