di Massimo Guerra – Al Dialma sabato 28 febbraio 2026 alle ore 21.15.
Appuntamento da non perdere per i fans di Paolo Conte: lo spettacolo si intitola Zazzarazzaz! in onore di uno dei più famosi versi contenuto in una delle canzoni di Paolo Conte, Bartali. «È un’esclamazione che condensa tutta l’energia, tutto l’atteggiamento nei confronti della vita del poeta astigiano – osserva Roberto Alinghieri – un invito a tutti a cogliere l’attimo e a vivere la vita, così monotona, con qualche stramberia, a sorridere, a godere».
Nello spettacolo, scritto e interpretato da Roberto Alinghieri e cantato da Michele Codeglia, ci si immagina di essere nel tinello della casa di Paolo Conte di quando era bambino, là dove, probabilmente, è iniziata la sua poetica. La sua mente, mentre intorno la nebbia e il freddo dell’astigiano circondavano le case, si scaldava e immaginava viaggi e mondi lontani: leoni, baobab. Quella di Paolo Conte è la malinconia più allegra che si conosca, ci indica una via per sopravvivere guardando il lato obliquo delle cose.
«La contemporaneità con la serata della finale di Sanremo? Non ce ne preoccupiamo – spiega Alinghieri – perché la nostra non è una sfida, affatto, ma tutti coloro che non avessero voglia di adattarsi al mainstream culturale possono trovare rifugio da noi. Senza dimenticare che lo stesso Paolo Conte, in un’intervista, a chi gli domandava come avrebbe reagito ad un invito a Sanremo, con la sua onesta, elegante ironia, rispose “Direi: tante grazie, onoratissimo, però non accetterei: non posso misurarmi con quelli che sanno cantare… quella è una manifestazione che ha un’estetica sua, che non va disturbata da noi; e noi non dobbiamo farci disturbare da quella atmosfera”».
Assieme ad Alinghieri, tre fantastici musicisti: Davide L’Abbate (al pianoforte, arrangiatore di tutte le musiche), Andrea Cozzani al basso e Riccardo Codeglia alla batteria. La voce è quella di Michele Codeglia. Sono loro, dice sempre Alinghieri, la vera anima di questa serata.
Per info 3486721210. Biglietti su Vivaticket.
1) Lo spettacolo si intitola Zazzarazzazz! in onore di uno dei più famosi versi delle canzoni di Paolo Conte, Bartali. È una esclamazione che condensa tutta l’energia, tutto l’atteggiamento nei confronti della vita del poeta astigiano. È un invito a tutti a cogliere l’attimo e a vivere la vita, così monotona, con qualche stramberia, a sorridere, a godere.
2) Nello spettacolo immaginiamo di essere nel tinello della casa di Paolo Conte di quando era bambino, là dove, probabilmente, è iniziata la sua poetica. La sua mente, mentre intorno nebbia e freddo circondavano le abitazioni, si scaldava e immaginava viaggi e mondi lontani: leoni, baobab.
3) Quella di Paolo Conte è la malinconia più allegra che si conosca, ci indica una via per sopravvivere guardando il lato obliquo delle cose.
4) Assieme a quattro straordinari musicisti ci siamo divertiti a riproporre quei climi, quell’energia. Un pianoforte, re della parte più intelligente della malinconia (Davide L’Abbate), un basso, re di tutte le atmosfere (Andrea Cozzani), una batteria, regina del ritmo della vita (Riccardo Codeglia), una voce, madre delle canzoni (Michele Codeglia) ed io che “cucio” il tutto con una vecchia macchina da cucire Singer.
5) La sera della finale di Sanremo? La nostra non è una sfida, affatto, chi potrebbe vincerla? È che non ce ne preoccupiamo, anzi, ci mettiamo a servizio di una musica così diversa da quella del Festival da sembrare proprio un’altra cosa… Tutti coloro che non avessero voglia di adattarsi al mainstream culturale possono trovare rifugio da noi. Senza dimenticare che lo stesso Paolo Conte, in un’intervista, a chi gli domandava come avrebbe reagito ad un invito a Sanremo, con la sua onesta, elegante ironia, rispose: “Direi: tante grazie, onoratissimo, però non accetterei: non posso misurarmi con quelli che sanno cantare… quella è una manifestazione che ha un’estetica sua, che non va disturbata da noi; e noi non dobbiamo farci disturbare da quella atmosfera…”.
Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
25-02-2026 17:05
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