di A.D. - A Sanremo trionfa l’inclusione
Ci sono momenti in cui la televisione smette di essere spettacolo e diventa qualcosa di più profondo. Diventa verità. È successo al Festival di Sanremo, sul palco del Teatro Ariston, dove per qualche minuto non c’erano classifiche, pronostici o polemiche. C’erano persone. Emozioni. Sogni che camminavano con le proprie gambe.
Intorno alle 21.40 sono saliti sul palco i ragazzi della sezione di La Spezia dell’ANFFAS. Cento ragazzi. Cento storie diverse. Mani che si stringevano forte, sguardi che cercavano sicurezza, sorrisi che tradivano un’emozione incontenibile. Dietro ognuno di loro, famiglie, educatori, tante infinite e piccoli traguardi conquistati giorno dopo giorno.
“Sono come te”. Una frase semplice, ma potentissima, sulle magliette di ognuno di loro.
Tre parole che non avevano bisogno di spiegazioni. Che non chiedevano pietà, ma riconoscimento. Tre parole che, guardandoli negli occhi, diventavano una verità limpida: quei cento ragazzi sono veramente come tutti noi.
Hanno sogni. Hanno paure. Hanno voglia di essere ascoltati, di divertirsi, di sentirsi parte di qualcosa. Esattamente come chi li osservava dalla platea o da casa.
Accolti da Carlo Conti e affiancati da Laura Pausini, i ragazzi hanno riempito il palco con un’energia travolgente. Tutti insieme hanno cantato “Si può dare di più”. Una canzone che per qualche minuto è diventata una dichiarazione d’amore alla vita, ai sogni e all’inclusione.
Una presenza sorprendente, costruita con dedizione attraverso un percorso artistico continuo che trova la sua massima espressione nello Special Festival, l’evento musicale che ogni anno anima la città della Spezia e che li vede protagonisti insieme a grandi nomi della musica italiana.
“Alla faccia dei leoni da tastiera, sul palco stasera con noi c’è Laura Pausini”, ha esordito il grande Simi. E la risposta di lei è stata semplice e potentissima: “Chi crede nei sogni può realizzarli.”
Ed è vero perché quei ragazzi non stavano solo cantando. Stavano dimostrando di valere qualcosa, anzi, valere tanto. Stavano raccontando che l’inclusione non è uno slogan, ma un fatto concreto. Che il talento non conosce barriere. Che la musica è il linguaggio più universale che esista.
Sul palco è stato spiegato anche il senso profondo dello Special Festival: un progetto che ogni anno unisce un grande artista italiano a uno dei ragazzi, in un duetto che annulla distanze e differenze. Un’esperienza che non parla di limiti, ma di possibilità. Di crescita.
Ieri sera non ha vinto una canzone. Ha vinto il coraggio di salire su quel palco. Ha vinto la determinazione di chi prova ogni giorno.
Ha vinto l’idea che una società più inclusiva sia possibile. “Si può dare di più” non è mai stata così vera. E all’Ariston, per una notte, si è dato davvero di più!
(Foto da pagina Facebook Pierluigi Peracchini)
Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
26-02-2026 10:45
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