La Spezia porta un'altra storia-simbolo al Festival di Sanremo: dal Don Gnocchi Paolo lancerà il suo…

di Elena Tonelli - Vittima di una violeta aggressione, il giovane, rimasto a lungo in coma, sta facendo grandissimi progressi grazie alla riabilitazione. Vuole farsi portavoce della lotta alla violenza.

Questa sera, 26 febbraio, il Festival di Sanremo darà spazio a una testimonianza di straordinaria forza umana. In diretta su Rai 1, Carlo Conti aprirà un collegamento con il Centro “S. Maria dei Poveri” della Fondazione Don Carlo Gnocchi della Spezia, dove interverrà Paolo, giovane di Albenga vittima nel maggio 2024 di una violenta aggressione che gli ha causato una gravissima emorragia cerebrale e un lungo coma.


Trasferito il 22 agosto 2024 al Centro Don Gnocchi per iniziare la riabilitazione, Paolo presentava un quadro clinico drammatico: tetraplegia, impossibilità di parlare e di muoversi, comunicazione affidata esclusivamente allo sguardo. Grazie a un percorso altamente specializzato, all’impiego della riabilitazione robotica per l’arto superiore, a tutori gamba-piede e allo speciale deambulatore “Grillo”, oggi respira autonomamente, mangia da solo, ha recuperato la parola e riesce a camminare per brevi tratti.




«Il percorso di Paolo racconta bene cosa significhi fare riabilitazione ogni giorno: competenza clinica, lavoro di squadra e una grande alleanza con la persona e la sua famiglia», sottolinea Pietro Balbi, neurologo e direttore sanitario del Centro. «I risultati raggiunti non erano affatto scontati. Vederlo portare il suo messaggio di pace e speranza a un pubblico così ampio sarà per tutti noi un motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, una grande responsabilità».



Accanto alla rinascita fisica, colpisce la scelta morale di Paolo, che ha deciso di trasformare la propria esperienza in un messaggio contro la violenza giovanile. Attorno a lui è nata anche la fondazione “Uniti per Paolo”, impegnata nella sensibilizzazione e nel sostegno al suo rientro a casa.



«A nome della Fondazione Don Carlo Gnocchi desidero esprimere una profonda gratitudine per questa occasione di grande valore umano e civile», conclude Martina Iardella, direttrice del Centro della Spezia. «Rinnoviamo il nostro impegno quotidiano nella cura, nella riabilitazione e nell’accompagnamento delle persone più fragili e delle loro famiglie, perché anche dalle ferite più profonde possa nascere un futuro di dignità, consapevolezza e speranza».

Il collegamento dall’Ariston rappresenterà così non solo il racconto di un percorso clinico straordinario, ma un forte richiamo alla responsabilità e alla cultura del dialogo, capace di parlare a milioni di italiani.

 

 

 

 

 

 

 






 

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