di Francesca Tarantino - La città si racconta alla commissione ministeriale con un progetto che unisce storia, territorio e innovazione culturale.
Sarzana ha presentato ufficialmente il dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, offrendo alla commissione ministeriale un racconto corale che intreccia identità, visione e partecipazione. L’evento, ricco di interventi istituzionali e contributi del comitato tecnico, ha messo in luce la natura profonda della città: un luogo che si rivela solo a chi lo attraversa, capace di custodire relazioni, memoria e futuro.
L’apertura della presentazione ha evocato l’essenza più intima di Sarzana: una città che non si concede a chi la osserva da lontano, ma che si svela nel passo, nell’incontro, nella relazione. Un “modello urbano terzo”, come definito nel dossier, né borgo né metropoli, abbastanza piccolo da custodire i volti e abbastanza grande da cogliere gli orizzonti. Una città radicata ma aperta, capace di tenere insieme tradizione e innovazione.
Il dossier presentato alla giuria racconta una Sarzana che vive nelle sue imprese, nelle eccellenze enogastronomiche, nei centri di formazione, nella rete culturale e sociale che la anima. Una candidatura che non nasce dall’alto, ma da un tessuto comunitario che negli anni ha costruito relazioni, progetti e visioni condivise. A rappresentare questa ricchezza è un comitato tecnico composto da personalità di rilievo nazionale e internazionale, chiamate a dare forma a un percorso culturale solido e sostenibile.
Nel corso della presentazione è emerso con forza il ruolo della cultura come strumento di coesione. Sarzana ha già dimostrato di saper trasformare eventi e progetti in percorsi condivisi, capaci di coinvolgere generazioni diverse e di rigenerare spazi e comunità. La candidatura punta a consolidare questa vocazione, proponendo un modello che guarda oltre il 2028 e che immagina la cultura come leva permanente di sviluppo territoriale.
La presentazione ha sottolineato anche la dimensione sovracomunale della candidatura: Sarzana non corre da sola, ma insieme ai 25 comuni della provincia e a una rete di istituzioni culturali, università, fondazioni e realtà associative. Una visione che interpreta la città come soglia, come punto di incontro tra mare e entroterra, tra Liguria, Toscana e Pianura Padana, in continuità con la sua storia di crocevia culturale.
Il dossier propone un percorso che non si esaurisce nell’anno da Capitale, ma che punta a lasciare infrastrutture culturali permanenti, nuove connessioni territoriali, spazi rigenerati e una comunità ancora più consapevole del proprio valore. La presentazione si è chiusa con l’immagine di una città che, forte della sua storia e delle sue energie, si prepara a compiere un passo decisivo verso il futuro.
Categoria Cronaca
Autore: Gazzetta della Spezia
27-02-2026 18:18
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