Finto bonifico e telefonate a nome dei carabinieri: segnalato alla Spezia un nuovo tentativo di truffa

di Anna Mori - Una nostra lettrice, titolare di una struttura ricettiva, si è rivolta alla redazione di Gazzetta della Spezia per raccontare l’accaduto e mettere in guardia i colleghi.

Sta iniziando a circolare anche alla Spezia un nuovo tentativo di truffa ai danni di strutture ricettive e attività commerciali. A segnalarlo alla nostra redazione è una lettrice, titolare di un B&B cittadino, che nei giorni scorsi si è trovata al centro di un raggiro ben costruito, fortunatamente senza conseguenze economiche.


Tutto comincia con una telefonata da parte di una donna che si presenta come appartenente all’Arma, qualificandosi come carabiniere. La richiesta è chiara: prenotare due stanze per due settimane. Le parti si accordano su ogni dettaglio, dalla disponibilità al pagamento, per una cifra complessiva di circa 1.450 euro.




Il giorno successivo, però, qualcosa non torna. Nella casella di posta elettronica della titolare arriva una ricevuta di bonifico per 2.900 euro, il doppio rispetto a quanto pattuito. Un errore? Apparentemente sì. Ma a un controllo più attento, il documento appare palesemente falso: grafica approssimativa, dati poco convincenti e nessun reale riscontro bancario.



Nel corso della stessa giornata arriva una seconda telefonata, questa volta da parte di un uomo che si presenta come collega della donna del giorno precedente. “La mia collega non ha capito se la cifra era per una stanza o per due”, spiega, tentando di giustificare l’importo superiore. La titolare, già insospettita dalla ricevuta, prova a chiedere maggiori dettagli sulla compagnia di appartenenza. Le risposte, però, sono vaghe e contraddittorie: si fa riferimento a generici “carabinieri di San Giovanni”, senza indicazioni precise né verificabili.



A quel punto la donna decide di non farsi trovare impreparata. Suggerisce di annullare il bonifico — operazione che, entro 24 ore, può essere richiesta alla propria banca — e di effettuarne uno nuovo con l’importo corretto. L’uomo sembra accettare, ma poco dopo richiama sostenendo che la banca non consente l’annullamento. Propone quindi una soluzione alternativa: restituire immediatamente metà della cifra, 1.450 euro, tramite bonifico verso un IBAN da loro indicato.

È il cuore del raggiro. La strategia è semplice: far credere alla vittima di aver ricevuto una somma superiore, indurla a “restituire” la parte eccedente e incassare così denaro reale a fronte di un bonifico mai partito.

La titolare, però, mantiene la calma e ribadisce una posizione netta: “Vi rimanderò indietro il denaro solo quando vedrò effettivamente accreditato il vostro bonifico sul mio conto”. Di fronte a questa fermezza, gli interlocutori interrompono bruscamente la comunicazione.

La vicenda è stata subito segnalata ai veri carabinieri della Spezia, ai quali la donna ha consegnato tutta la documentazione: mail ricevute, ricevuta del bonifico falso e dettagli delle telefonate. Secondo quanto riferito, in questa zona si tratterebbe del primo episodio segnalato con queste modalità, ma in altre parti d’Italia la truffa sarebbe già stata messa in atto più volte.

Il meccanismo rientra nella cosiddetta “truffa del falso bonifico”, spesso accompagnata dall’utilizzo illecito del nome di forze dell’ordine o istituzioni per conferire credibilità alla richiesta.

L’invito, rivolto in particolare a titolari di strutture ricettive e attività commerciali, è quello di prestare la massima attenzione: verificare sempre l’effettivo accredito sul proprio conto prima di effettuare qualsiasi restituzione di denaro, diffidare di ricevute inviate via mail non accompagnate da movimenti bancari reali e, in caso di dubbio, contattare direttamente le forze dell’ordine attraverso i canali ufficiali.

In questo caso la prudenza ha evitato il peggio. Ma l’episodio rappresenta un campanello d’allarme a cui prestare la massima attenzione.






 

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