Egidio Banti ripercorre la storia della “pagina” settimanale "Spezia Sette".
Domenica 7 marzo 1976, prima di Quaresima, il quotidiano cattolico "Avvenire" usciva per la prima volta con l’inserto Spezia Sette. Che sabato prossimo compirà pertanto il suo primo mezzo secolo.
La diocesi della Spezia - Sarzana - Brugnato, nel 1976, non aveva un settimanale, mentre la chiusura del quotidiano cattolico genovese Il Cittadino l’aveva privata, due anni prima, di una pagina informativa su temi e problemi del territorio. Così, i mezzi di comunicazione sociale, in un’ottica tanto informativa quanto pastorale, furono subito tra i primi temi affrontati dal vescovo Siro Silvestri, entrato in diocesi nell’ottobre 1975. Venne così costituita, diretta da don Angelo Fontanella, una “squadra” di giornalisti e di collaboratori - tutti volontari - che in breve tempo riuscì a consentire l’avvio della pagina.
Del gruppo iniziale, oggi -dopo la scomparsa due anni or sono di don Giuseppe Savoca, che aveva sostituito don Fontanella, siamo rimasti in due, chi scrive e Guido Ghersi, “mitico” corrispondente da Levanto e dalla Riviera. A distanza, ci segue ancora Francesca Faggioni, la prima segretaria di redazione.
Certo, “fare la pagina” era allora del tutto diverso. Gli articoli venivano battuti a macchina, una Lexicon 80 oggi quasi un residuo preistorico, nella redazione di via Don Minzoni 56 (“ospitati” nell’allora sede dell’Azione cattolica). Poi si infilavano in una busta rossa, il “fuorisacco”, e il mercoledì sera si correva alla stazione in tempo per consegnarla al procaccia postale del treno diretto a Milano. Qualche volta, poche per la verità, il “fuorisacco” andava perduto, e allora si doveva telefonare tutto ai dimafoni, grazie alle copie in carta velina, che si doveva aver avuto cura di predisporre.
Cinquant’anni dopo non sono cambiate soltanto le tecnologie e i loro supporti, è cambiata la società, ed è cambiata anche la società spezzina. Il fatto però che il rapporto così stretto e solido tra il quotidiano cattolico e una diocesi al confine tra Liguria e Toscana non sia mai venuto meno (ed anzi si sia consolidato nel tempo grazie, in particolare, alle feste estive di Avvenire avviate a Lerici dal parroco monsignor Franco Ricciardi) può ben essere oggetto di riflessione e di approfondimento.
La collezione delle pagine - cinquant’anni senza interruzioni - rappresenta lo specchio di una storia che cambia ma anche di una fede che rimane ferma nella collaborazione e nella fedeltà con i pastori. Sono stati cinque i vescovi succedutisi nel tempo, ai quali deve andare il grazie più profondo e sentito della piccola comunità del giornale e di quella più grande della diocesi: oltre a Siro Silvestri, Giulio Sanguineti, Bassano Staffieri, Francesco Moraglia e, oggi, Luigi Ernesto Palletti.
Egidio Banti
Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
01-03-2026 10:48
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