Dietro le quinte del Parco Archeologico di Luni: visita straordinaria alla Cattedrale

Martedì 12 maggio apertura eccezionale del cantiere della Basilica paleocristiana. Visita guidata con archeologi e restauratori tra mosaici, storia e restauri.

Martedì 12 maggio alle ore 16 il Museo Nazionale e Parco Archeologico di Luni apre straordinariamente al pubblico il cantiere della Cattedrale, uno dei luoghi più affascinanti e normalmente non accessibili dell’area archeologica.
Un’occasione rara per scoprire da vicino il lavoro di archeologi e restauratori impegnati nella conservazione di un edificio che custodisce la più antica memoria religiosa del territorio. Edificata intorno alla metà del V secolo su una preesistente domus romana, nota come “domus di Oceano”, la Basilica conserva ancora preziose tracce di pavimenti a mosaico e ad intarsio marmoreo che testimoniano le profonde trasformazioni attraversate dal sito fino all’abbandono di Luni nel XIII secolo.


Ad accompagnare i visitatori saranno Marcella Mancusi, direttrice del Parco Archeologico di Luni, e Massimo Dadà, direttore dei Musei Nazionali di Pisa e direttore dei lavori in corso. Il racconto tecnico degli interventi di restauro sarà invece affidato agli specialisti di Ales Spa che operano quotidianamente sul sito.
L’edificio della Basilica cristiana di Luni sorge all’interno della cittadella murata ed è stato oggetto di indagini archeologiche sin dall’Ottocento. Alla prima fase abitativa, rappresentata da una domus attiva dall’età repubblicana fino al IV secolo d.C., succede il primo edificio ecclesiale paleocristiano, riferibile alla metà del V secolo, già caratterizzato da un impianto a tre navate con presbiterio e abside.




Nel corso dei secoli la struttura subì numerose modifiche. Intorno alla metà del VI secolo le navate furono ridimensionate e venne realizzato un deambulatorio nel presbiterio. Risalgono a questa fase anche nuovi pavimenti musivi e in opus sectile, alcuni dei quali ancora visibili.
Nella navata sinistra è conservato parte di un mosaico con iscrizione riferita al “famulus Christi Gerontius”, mentre nella navata destra restano tracce di decorazioni a tralci vegetali. Nel deambulatorio del presbiterio sopravvive inoltre una piccola porzione di pavimento in opus sectile con motivi geometrici in marmo bianco e bardiglio.



Alla fase bizantina vengono attribuiti il nartece e alcuni ambienti lungo il lato sud dell’edificio. Il rifacimento della Basilica sarebbe collegato al periodo successivo alla guerra greco-gotica e alla riconquista della Liguria da parte del generale Narsete, quando Luna divenne centro della Provincia Maritima Italorum.
Tra VIII e IX secolo fu realizzata una cripta legata al trasferimento di reliquie, tra cui l’ampolla del Preziosissimo Sangue oggi custodita nella Cattedrale di Santa Maria a Sarzana. Alla fase romanica, datata agli inizi del XII secolo, sono invece attribuiti l’ampliamento dell’abside e la costruzione delle absidi laterali.



La visita è inclusa nel costo del biglietto di ingresso al Parco e al Museo: intero 5 euro, ridotto 2 euro, gratuito per i minori di 18 anni e per gli aventi diritto.
È obbligatoria la prenotazione al numero 0187 66811 oppure via mail all’indirizzo mail indicando un recapito telefonico.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale del Parco Archeologico di Luni

Partecipa ai sondaggi della Gazzetta della Spezia: clicca qui.






 

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Fai una donazione con il pulsante PayPal

Condividi!

Fai conoscere questa notizia anche ai tuoi amici!