di Anna Mori - Lo studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato da Enrico Quintavalle per gli ottant’anni dell’Associazione, evidenzia un aumento dell’occupazione trainato soprattutto dalle donne. Ma quasi un’assunzione su due resta difficile da reperire.
Il lavoro cresce, ma le imprese fanno sempre più fatica a trovare personale qualificato. È una delle principali contraddizioni emerse dallo studio “Imprese ed economia nell’era dell’incertezza”, realizzato dall’Ufficio Studi nazionale di Confartigianato e illustrato questa mattina dal responsabile Enrico Quintavalle durante la conferenza stampa organizzata da Confartigianato La Spezia per gli ottant’anni dell’associazione. Quintavalle ha presentato un quadro dettagliato sull’andamento dell’economia provinciale e del mercato del lavoro.
Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi, nel 2025 il tasso di occupazione nella fascia tra i 20 e i 64 anni è salito al 71,5%, in crescita rispetto al 67,9% del 2021. A trainare il dato è stata soprattutto l’occupazione femminile, aumentata di 7,8 punti percentuali in quattro anni, passando dal 57,4% al 65,2%.
Una crescita significativa che, secondo Confartigianato, conferma il ruolo sempre più importante del lavoro femminile nell’economia locale, soprattutto nei settori del turismo, dei servizi, dell’artigianato e della piccola impresa.
Le micro e piccole imprese continuano infatti a rappresentare il principale motore occupazionale del territorio. Come sottolineato dal presidente Paolo Figoli, circa due terzi della domanda di lavoro provinciale arriva proprio dalle piccole e medie imprese, in particolare nei comparti della nautica, della meccanica, dell’artigianato e dei servizi.
Dietro ai numeri positivi emerge però una criticità ormai strutturale. Lo studio illustrato da Enrico Quintavalle evidenzia infatti che nel 2025 il 45,8% delle assunzioni previste dalle imprese spezzine è risultato di difficile reperimento. La percentuale sale addirittura al 64,2% per operai specializzati e conduttori di macchinari.
Una difficoltà che riguarda soprattutto le professionalità tecniche richieste dalla filiera navale, dalla meccanica e dall’impiantistica. Le imprese cercano competenze specializzate, ma il mercato del lavoro fatica a fornirle.
Secondo Confartigianato, alla base del problema ci sono diversi fattori: il calo demografico, la riduzione della popolazione in età lavorativa e la crescente richiesta di competenze tecniche avanzate.
Le previsioni riportate nello studio indicano infatti che, a parità di condizioni, entro il 2050 la provincia della Spezia perderà circa 18 mila residenti in età lavorativa (20-64 anni) registrando un calo del 14,5%, mentre aumenterà la popolazione over 65 di 11.000 unità, una crescita percentuale del 18,5%.
Per questo Confartigianato La Spezia sta investendo sempre di più nel rapporto tra scuola e impresa. Negli ultimi mesi l’associazione ha avviato collaborazioni con gli istituti Einaudi-Chiodo, CIOFS FP Liguria e Fossati-Da Passano per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
“In questi giorni abbiamo portato classi di ragazzi delle scuole superiori in visita ad alcune eccellenze del territorio – ha ricordato Paolo Figoli –. Gli imprenditori hanno spiegato ai ragazzi che i lavoratori non sono semplici risorse ma persone preziose, quasi membri della famiglia, su cui si fonda il valore del Made in Italy”.
Per Confartigianato il tema della formazione e del ricambio generazionale sarà decisivo nei prossimi anni. Una sfida che, secondo l’Associazione, richiederà investimenti in competenze, innovazione e orientamento per evitare che la carenza di personale qualificato rallenti la crescita del sistema produttivo spezzino
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Categoria Economia
Autore: Gazzetta della Spezia
14-05-2026 18:03
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