"Capitani coraggiosi: una terza via per il Magra"

Riflessioni dell'ex Presidente del Parco di Montemarcello Magra - Vara sulla nascita di Magra Net.

Leggo che un gruppo di “capitani coraggiosi” ha creato Magra Net per un modello di sviluppo sostenibile del fiume Magra. Mi chiedo però: sono gli stessi che, quando ero presidente del Parco, proposero di cementificare il tratto finale del fiume? E ora bonificheranno a loro spese le 40 discariche, anche tossiche, che ci sono nell’alveo? Ne dubito. Di solito le imprese si uniscono per il profitto, non per il bene comune.


Il caso mi fa pensare a una via intermedia tra Stato e mercato. Entrambi hanno fallito: lo Stato è inefficiente, il mercato poco rispettoso dell’ambiente.




Storicamente i fiumi perenni erano res publicae per i Romani, beni di tutti come l’aria. Nel Medioevo esistevano usi civici e gestioni collettive che funzionavano. Tra il XVII e il XIX secolo gli Stati nazionali hanno smantellato queste gestioni per sostituirle con la burocrazia statale, espropriando beni comuni per concederli a pochi. Il risultato in Italia è sotto gli occhi di tutti: solo il 43,6% dei corpi idrici è in “buono stato ecologico” secondo ISPRA. Il resto è compromesso da sversamenti e depuratori che non funzionano, mentre le sponde sono concesse a privati e negate ai cittadini.



Gli Enti Parco sono nati per frenare gli abusi, ma restano un’arma spuntata per mancanza di risorse e organizzazione: vorrebbero, ma non possono.



Oggi esiste una terza via. Con la sentenza 131/2020 la Corte Costituzionale ha equiparato il Terzo Settore alle amministrazioni pubbliche nella co-programmazione del territorio. Ha riaperto la porta agli usi civici: il Terzo Settore conta quanto Comuni e Parchi nel perseguire il bene collettivo. È una svolta epocale che quasi nessuno ha notato.

Se i capitani coraggiosi vogliono davvero il bene comune, possono chiamare a raccolta i Comuni del Magra, i sindacati, le fondazioni bancarie e creare una Fondazione di Comunità ETS per il Magra. Con fondi pubblici e privati e capacità organizzativa privata, potrebbe fare ciò che l’Ente Parco non riesce. Hanno gli strumenti per farlo.
Così il fiume tornerebbe a essere un bene comune vivo, curato da chi lo abita.

Elinor Ostrom ha vinto il Nobel per l’economia nel 2009 proprio per questo. Ha dimostrato che burocrazia statale e privatizzazione non salvano l’ambiente, mentre cooperazione, fiducia e autogoverno locale sono misurabili, efficienti e stabili. Ha studiato migliaia di casi reali di comunità che ce l’hanno fatta.
A volte i vecchi, come i giovani, tornano a sognare

Pietro Tedeschi
ex Presidente Parco Montemarcello Magra - Vara

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