Allerta arancione ma asilo nido aperto, il sindaco di Riccò spiega le motivazioni della scelta

"E' un servizio sociale, non scolastico, e privare le famiglie del nido potrebbe causare problemi nella gestione dei piccoli"

A Riccò del Golfo ha suscitato dibattito la scelta di garantire il servizio nido anche in allerta arancione.
Il sindaco Loris Figoli spiega le motivazioni alla base di questa decisione: "Preme premettere che il nido "Mago Verdivo", la cui frequenza risulta facoltativ e non obbligatoria, rientra nei servizi sociali a domanda individuale, non in quelli scolastici: ancorché la didattica proposta abbia grandissimo valore sotto il profilo educativo. Occorre evidenziare altresì che sul "piano di protezione civile" in allerta arancione si sospende la didattica ma non si chiudono le scuole: potenzialmente in grado di attivare gli uffici, il lavoro ordinario di tipo amministrativo o altro nella discrezionalità del dirigente scolastico. Tale scelta è motivata dal fatto che non sussista un pericolo strettamente legato agli edifici scolastici, ma più in generale alla viabilità, che impone di ridurre al minimo il carico veicolare, la presenza di persone in movimento, garantendo piena libertà al Personale Comunale e alle Forze dell'Ordine di attivarsi per eventuali momenti di emergenza". 


Fatte queste premesse, il primo cittadino spiega: "Privare le famiglie del nido, potenzialmente significa imporre figure di diversa natura dalla routine educativa scelta dai genitori, che può generale problemi soprattutto in  bambini molto piccoli, qualora la famiglia (nella accezione specifica ma anche allargata) non potesse tenerli a casa. Per questo avevo proposto di fare altrettanto per la scuola dell'infanzia, che pur rientrando nel servizio scolastico non è di frequenza obbligatoria, non ottenendo però l'appoggio del consiglio di istituto". 




Figoli con conclude con quello che sottolinea essere un proprio parere personale: "Alcuni servizi pubblici, come quelli rivolti alla prima infanzia, una volta che sussista la consapevolezza di una offerta ragionevolmente sicura, nella piena libertà dell'utente di fruirne o meno, devono restare aperti proprio perché "a servizio" della Collettività".





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