L'emozione di Cristina Barani, custode della storia della Locanda San Pietro.
Con la rimozione della gru che per anni ha segnato il profilo del cantiere della futura Locanda San Pietro, si chiude simbolicamente una lunga parentesi durata più di trent'anni. Ad accompagnare questo passaggio è stato un momento semplice, volutamente sobrio, pensato per segnare la restituzione alla comunità di una vista rimasta troppo a lungo oscurata.
La gru ha segnato la lunga storia di un sito rimasto per decenni incompiuto. Ora, quella sagoma non c'è più e la facciata, ormai quasi completata, consente di percepire con maggiore chiarezza il nuovo volto dell'intervento.
La rimozione della gru non rappresenta l'apertura della struttura, ancora in fase di completamento, ma assume comunque un valore simbolico. Per Portovenere significa recuperare una parte della propria immagine, del proprio orizzonte e della propria relazione con il mare, la roccia, il borgo e la chiesa di San Pietro.
Il complesso ad oggi rappresenta non soltanto un investimento immobiliare (scelta dai tempi più lunghi, attenzione progettuale e rispetto per un contesto unico), è soprattutto un intervento di recupero destinato a restituire dignità a un luogo di grande delicatezza paesaggistica e riconosciuto Patrimonio Unesco.
Proprio per questo si è scelto di accompagnare la rimozione della gru con un incontro informale alla presenza degli abitanti, dei commercianti e delle istituzioni riuniti per un momento conviviale sulla terrazza di una parte dell'hotel ancora da ultimare. Un modo semplice per condividere il passaggio con chi il territorio lo conosce e lo vive ogni giorno.
"Prima ancora di presentare una struttura ricettiva - osserva Cristina Barani, custode della storia della Locanda - si restituisce un'immagine a Portovenere. Si libera una prospettiva, si alleggerisce il paesaggio, si consente ai residenti e ai visitatori di rivedere un tratto del borgo. La rimozione della gru consegna già un primo risultato visibile. Portovenere torna a respirare, il suo profilo si alleggerisce e la comunità può riappropriarsi di una vista che appartiene alla memoria, all'identità e alla bellezza del borgo".
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Categoria Cronaca
Autore: Gazzetta della Spezia
18-06-2026 18:46
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