La scuola elementare Genova a Pitelli dichiarata bene di interesse culturale

Per il significato storico e sociale dell'edificio, legato alla tragedia di Falconara e alla generosità della città di Genova, e per l'interesse architettonico.

Grande entusiasmo nella comunità di Pitelli, che da tempo guardava con apprensione al futuro della propria scuola. La Scuola elementare "Genova", situata in via Umberto Biancamano 199, nel Comune della Spezia, è stata dichiarata bene di interesse culturale ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni.
Con il provvedimento, il Ministero della Cultura sottopone l'edificio alle disposizioni di tutela previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, riconoscendone il valore storico, architettonico e identitario.


La decisione riguarda un immobile che non rappresenta soltanto un luogo dell'istruzione, ma anche una testimonianza viva della memoria collettiva di Pitelli e del territorio spezzino. La sua storia è infatti legata a una delle pagine più drammatiche del Novecento locale: l'esplosione della polveriera di Falconara, avvenuta nella notte del 22 settembre 1922.
Durante un violento temporale, un fulmine colpì la polveriera del Regio Esercito situata sopra San Terenzo, causando l'esplosione di circa 1.500 tonnellate di esplosivo. L'onda d'urto provocò distruzioni e gravi danni nelle località vicine, tra cui San Terenzo, Pitelli, Pertusola, Pugliola e Lerici. Case scoperchiate o semidistrutte, colture compromesse e una popolazione profondamente colpita furono il bilancio di quella tragedia.




Nei giorni successivi si mise in moto una vasta rete di soccorso e solidarietà. Tra gli aiuti più significativi arrivò quello della città di Genova, che destinò un contributo alla ricostruzione. Gli abitanti di Pitelli scelsero di impiegare quelle risorse non per interventi su singole abitazioni, ma per realizzare una scuola elementare, allora assente nella frazione. Proprio in segno di riconoscenza verso il capoluogo ligure, l'edificio prese il nome di "Genova".
La scuola nacque così come risposta concreta a una ferita collettiva. Non fu soltanto un'opera pubblica, ma un simbolo di rinascita, solidarietà e fiducia nel futuro. La sua costruzione permise inoltre di dotare Pitelli di un presidio scolastico inserito nel cuore della frazione, evitando agli alunni lunghi spostamenti verso altri istituti della città.



Il valore culturale riconosciuto dal Ministero deriva da questa doppia dimensione: da un lato il significato storico e sociale dell'edificio, legato alla tragedia di Falconara e alla generosità della città di Genova; dall'altro l'interesse architettonico, quale esempio di edilizia scolastica del periodo tra le due guerre.



Secondo la relazione storico-artistica allegata al decreto, l'immobile conserva ancora caratteristiche tipologiche e materiali significative. Si tratta di un edificio semplice e razionale, sviluppato su due livelli, con murature portanti in pietrame, copertura a falde e un impianto distributivo organizzato attorno a un corridoio centrale, con le aule disposte ai lati. La sobrietà dei prospetti, la regolarità delle aperture e l'impostazione funzionale riflettono il linguaggio dell'edilizia scolastica dell'epoca.
Particolare importanza rivestono anche gli elementi presenti sulla facciata. Sopra il portone d'ingresso compare la scritta "Scuola elementare Genova", mentre una lapide marmorea, datata 25 aprile 1946, ricorda i caduti per la libertà. Segni che rafforzano il legame tra l'edificio, la storia della comunità e la memoria civile del territorio.

La dichiarazione di interesse culturale comporta ora l'applicazione delle tutele previste dalla normativa. Ogni intervento di modifica, restauro, trasformazione o alienazione dovrà seguire le procedure stabilite dal Codice dei beni culturali ed essere valutato dagli organi competenti, con l'obiettivo di preservare il valore storico, architettonico e identitario del bene.

La Scuola elementare "Genova" di Pitelli entra dunque ufficialmente nel patrimonio culturale tutelato. Il decreto non protegge soltanto un edificio, ma riconosce il significato profondo di una storia fatta di tragedia, solidarietà, istruzione e comunità. Una scuola nata da una ferita del territorio diventa oggi un bene da custodire, perché continua a raccontare una pagina importante della memoria spezzina e ligure.

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