Il CNDDU esprime profonda attenzione in merito all'episodio verificatosi durante la prima prova dell'Esame…

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda attenzione in merito all’episodio verificatosi durante la prima prova dell’Esame di Stato presso un istituto della provincia di La Spezia, dove uno studente è stato escluso da tutte le prove per essere stato trovato in possesso di uno smartphone, in applicazione delle vigenti disposizioni ministeriali.

La rigorosa applicazione della normativa rappresenta un elemento imprescindibile per garantire l’imparzialità e la credibilità di un esame che costituisce uno dei momenti più significativi del percorso scolastico. Le commissioni sono chiamate a tutelare un principio fondamentale: il diritto di ogni candidato a essere valutato in condizioni di assoluta equità.
Tuttavia, sarebbe riduttivo limitare la riflessione al solo piano disciplinare. Un episodio di questo tipo interpella l’intera comunità educante, chiamata a interrogarsi sulle trasformazioni culturali che attraversano le giovani generazioni e sul rapporto sempre più complesso tra tecnologia, responsabilità personale e costruzione dell’identità.


Viviamo in una società in cui il dispositivo digitale non rappresenta più soltanto uno strumento, ma un’estensione della quotidianità individuale. Per molti adolescenti, la connessione permanente costituisce una condizione esistenziale prima ancora che una scelta. In tale scenario, il rispetto delle regole non può essere affidato esclusivamente al timore della sanzione, ma deve diventare il risultato di un processo educativo capace di sviluppare consapevolezza, autonomia morale e senso del limite.




L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie pongono alla scuola sfide senza precedenti. Non è sufficiente rafforzare i controlli: occorre promuovere una nuova alfabetizzazione etica che accompagni quella digitale. Educare significa fornire agli studenti gli strumenti per distinguere ciò che è tecnicamente possibile da ciò che è moralmente e socialmente giusto. La competenza digitale, infatti, perde valore formativo se non è sostenuta da una solida cultura della responsabilità.
La violazione delle regole durante un pubblico esame non costituisce soltanto un’infrazione amministrativa, ma incide sul patto di fiducia che sostiene ogni istituzione democratica. Il rispetto delle norme comuni rappresenta un esercizio concreto di cittadinanza e contribuisce alla formazione di cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri.



Per questa ragione il Coordinamento auspica che l’episodio diventi occasione per promuovere, già dal prossimo anno scolastico, percorsi sistematici di educazione all’integrità accademica, all’etica dell’intelligenza artificiale e alla cittadinanza digitale, affinché gli studenti possano comprendere il valore della correttezza non come imposizione esterna, ma come scelta personale e sociale.
L’Esame di Stato non certifica esclusivamente conoscenze e competenze disciplinari: rappresenta anche un banco di prova della maturazione civile della persona. La credibilità della scuola si misura nella capacità di coniugare rigore e formazione, legalità e accompagnamento educativo, fermezza delle regole e costruzione del senso.



In un tempo in cui la tecnologia evolve con rapidità straordinaria, la vera innovazione educativa consiste nel rafforzare ciò che nessun algoritmo potrà sostituire: coscienza critica, onestà intellettuale, rispetto della dignità propria e altrui e responsabilità verso la comunità.

Partecipa ai sondaggi della Gazzetta della Spezia: clicca qui.






 

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Fai una donazione con il pulsante PayPal

Condividi!

Fai conoscere questa notizia anche ai tuoi amici!