di Alessandro D'Asaro - Le sue origini risalgono a molto prima del Cristianesimo.
C'è una tradizione antica che, ancora oggi, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, continua a vivere nelle case, nei giardini e nei racconti delle nonne. È quella dell'Acqua di San Giovanni, un rito semplice e affascinante che unisce fiori, erbe aromatiche, rugiada e un pizzico di magia popolare.
Prepararla non richiede particolari abilità: basta raccogliere alcune erbe e i fiori più belli che la natura offre all'inizio dell'estate, immergerli in una ciotola d'acqua e lasciarli all'aperto durante la notte. Al mattino, l'acqua viene utilizzata per lavarsi il viso e le mani come gesto simbolico di benessere, fortuna e rinnovamento.
Un'abitudine che può sembrare semplice, ma che custodisce secoli di storia e significati profondi.
Secondo la tradizione popolare, l'Acqua di San Giovanni ha il potere di allontanare le energie negative, attirare prosperità e favorire la salute. Non si tratta naturalmente di una credenza scientifica, ma di un rituale simbolico che invita a lasciare alle spalle ciò che pesa e ad accogliere con fiducia una nuova stagione.
Molte persone raccontano di aver imparato questo rito dai propri genitori o dai nonni. Per alcuni rappresenta un gesto di buon auspicio, per altri un modo per sentirsi più vicini alla natura e ai suoi ritmi. In ogni caso, prepararla significa concedersi un momento di calma e di connessione con tradizioni che arrivano da molto lontano.
Non esiste una ricetta uguale per tutti. Ogni famiglia ha le proprie preferenze e spesso si utilizzano le erbe che crescono spontaneamente nei dintorni.
Tra le più comuni troviamo la lavanda, il rosmarino, la salvia, la menta, la camomilla e le rose. Immancabile è spesso l'iperico, conosciuto anche come "Erba di San Giovanni", che proprio in questo periodo raggiunge la sua massima fioritura.
Quando il sole tramonta, i fiori vengono immersi nell'acqua e lasciati sotto il cielo notturno. Secondo la tradizione, la rugiada che si deposita durante la notte rende quell'acqua speciale e la arricchisce di proprietà benefiche e protettive.
Le origini dell'Acqua di San Giovanni sono molto più antiche del Cristianesimo. Questo rito affonda le sue radici nelle celebrazioni pagane del solstizio d'estate, il periodo dell'anno in cui la natura raggiunge il suo massimo splendore.
Per le antiche popolazioni europee, la notte vicina al solstizio era considerata un momento carico di energia. Si accendevano falò, si raccoglievano erbe medicinali e si celebrava la fertilità della terra. Si credeva che proprio in quelle ore le piante possedessero virtù particolarmente potenti e che la rugiada fosse un dono prezioso della natura.
Con l'avvento del Cristianesimo, queste tradizioni si intrecciarono con la festa di San Giovanni Battista, il santo legato all'acqua e alla purificazione. Da questo incontro tra cultura popolare e religione nacque il rito che ancora oggi conosciamo.
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Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
23-06-2026 10:06
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