Sanità territoriale, Sarzana cambia volto: inaugurate la Casa di Comunità Rossella Petacchi e l’Ospedale…

di Francesca Tarantino - Un investimento strategico che ridisegna l’assistenza nella Val di Magra: nuovi servizi, tecnologie avanzate e un modello di integrazione sociosanitaria che cambia l’approccio alla cura.

Questa mattina, all’Ospedale San Bartolomeo di Sarzana, si è celebrata una giornata che segna un passaggio decisivo per la sanità territoriale della Val di Magra e dell’intera provincia della Spezia. L’inaugurazione della Casa di Comunità Rossella Petacchi e la presentazione ufficiale dell’Ospedale di Comunità rappresentano infatti la conclusione del percorso PNRR dedicato alla sanità di prossimità, un percorso che in ASL 5 ha portato all’attivazione di cinque Case di Comunità e due Ospedali di Comunità, oltre a un ampio ventaglio di interventi strutturali e tecnologici.


Alla cerimonia erano presenti l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, il direttore dell’Area Sociosanitaria ASL 5 Paolo Cavagnaro, il direttore del Distretto 19 Carlo Martini, il sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli, numerosi sindaci della Val di Magra, professionisti sanitari e rappresentanti del terzo settore. Una platea ampia che ha sottolineato il valore istituzionale dell’evento e la portata del cambiamento in atto.




La Casa di Comunità, attiva dal 30 marzo 2026, è stata intitolata alla cardiologa Rossella Petacchi, figura profondamente legata al territorio e ricordata da colleghi e cittadini per la sua umanità e dedizione. La dottoressa Petacchi, scomparsa nel 2024 dopo una lunga malattia, è stata per anni uno dei pilastri dell’Ospedale San Bartolomeo: cardiologa di riferimento, professionista stimata e primaria della Cardiologia. Il sindaco Cristina Ponzanelli, nel suo intervento, ha sottolineato come la Casa di Comunità “si leghi profondamente alla storia di Rossella”, definendola “una persona unica, un medico che lavorava dentro la comunità e che considerava l’ospedale la sua casa”.



L’intitolazione nasce su iniziativa spontanea dei professionisti del Distretto 19, che hanno voluto riconoscere il valore umano e professionale di una figura capace di costruire relazioni, accompagnare i pazienti nei momenti più difficili e rappresentare un punto di riferimento per colleghi e famiglie. La Casa di Comunità porta il suo nome proprio perché incarna l’idea di una sanità vicina alle persone, attenta, accogliente e radicata nel territorio: la stessa visione che ha guidato la sua attività clinica.



La struttura nasce come luogo di convergenza tra medicina generale, specialistica ambulatoriale, infermieri di comunità, servizi sociali, telemedicina, CUP, COT e Centro prelievi, configurandosi come il fulcro della presa in carico integrata nel Distretto 19. Uno degli elementi più innovativi è la presenza del medico di medicina generale senza appuntamento, dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20, un servizio che sta già modificando l’accesso alle cure e riducendo gli accessi impropri al Pronto Soccorso.

Il direttore del Distretto, Carlo Martini, ha ricordato come la struttura rappresenti “un punto di incontro fisico e operativo tra ospedale e territorio”, richiamando le collaborazioni attive con cardiologia, geriatria, pneumologia e pronto soccorso. Tra i progetti già avviati figurano il percorso dedicato all’osteoporosi dell’anziano, la sperimentazione di farmaci per patologie croniche, il monitoraggio domiciliare delle apnee notturne e la presa in carico territoriale dei pazienti pneumologici. L’investimento complessivo per la struttura è di 2,25 milioni di euro, di cui 1 milione finanziato con fondi PNRR.

L’Ospedale di Comunità, attivo dal 14 maggio 2026, è una struttura di ricovero a bassa intensità clinica che accoglie pazienti stabilizzati, cronici riacutizzati o non gestibili a domicilio. Con una dotazione di 20 posti letto, estendibili a 40, rappresenta il tassello che completa la rete territoriale, offrendo un ambiente protetto e riabilitativo per pazienti che necessitano di cure intermedie. Tra il 2024 e il 2026 la struttura ha ospitato temporaneamente il presidio di Levanto durante i lavori di ristrutturazione, confermandosi nodo strategico per ASL 5. L’assessore Nicolò ha definito gli Ospedali di Comunità “una svolta della sanità territoriale”, ricordando che in Liguria sono undici, tutti con venti posti letto, e che svolgono un ruolo fondamentale anche in situazioni emergenziali come i colpi di calore.

All'interno della struttura è presente la nuova sala del Centro Dialisi di Sarzana dispone ora di 10 posti aggiuntivi, di cui due dedicati ai pazienti che necessitano di isolamento, portando la dotazione complessiva a 30 postazioni. La Struttura Complessa di Nefrologia segue attualmente 175 pazienti in emodialisi cronica e garantisce oltre 20.000 sedute annue, oltre alla dialisi vacanza che ogni estate registra più di 500 trattamenti per pazienti provenienti da altre regioni e dall’estero.

La SSD Terapia fisica e Riabilitazione, diretta da Leonardo Incerti Vecchi, ha una nuova sede all’interno dell’Ospedale di Comunità. Qui operano 11 fisioterapisti dedicati alla riabilitazione post-chirurgica e neurologica, con una palestra completamente rinnovata e nuovi box terapeutici. Tra le tecnologie introdotte spicca il nuovo laser diodico di ultima generazione, che offre una doppia azione antalgica e biostimolante.

Nel nuovo Ospedale di Comunità è stata istallata la nuova Risonanza Magnetica, che offre scansioni rapide, basso consumo energetico e tecnologia Pianissimo per la riduzione del rumore, oltre a protocolli avanzati per imaging muscoloscheletrico, neuro, body, senologico e cardiaco; il nuovo mammografo digitale, dotato di tomosintesi e CEM dual energy, garantisce immagini ad alta definizione con bassa dose radiante e un design ergonomico che consente anche procedure interventistiche con paziente in posizione prona.

Il sindaco di Sarzana, Cristina Ponzanelli, ha definito la giornata “un bel giorno per Sarzana e per la Val di Magra”, sottolineando come l’apertura della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità rappresenti un cambio di approccio nella sanità territoriale. Ha ricordato che la sfida non riguarda solo le strutture, ma la capacità di raggiungere ogni quartiere, frazione e famiglia, offrendo risposte capillari e alleggerendo il Pronto Soccorso da patologie gestibili sul territorio. L’assessore Massimo Nicolò ha concluso ricordando che questo non è un punto di arrivo, ma “l’inizio di una nuova sanità”, anticipando che nei prossimi mesi la provincia della Spezia vivrà una trasformazione radicale con l’apertura del nuovo ospedale Felettino e il potenziamento del Pronto Soccorso.

L’inaugurazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità di Sarzana segna l’avvio di un sistema sanitario più vicino ai cittadini, capillare, integrato e tecnologicamente avanzato. Un modello che punta a ridurre le liste d’attesa, alleggerire i Pronto Soccorso, rafforzare la presa in carico territoriale e garantire risposte rapide e personalizzate. La sanità della Val di Magra entra così in una nuova fase, fondata su prossimità, integrazione e innovazione.

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