Il suo "Vie Verdi" è un invito a riscoprire il territorio con un ritmo diverso, dove la mobilità dolce incontra la memoria storica, il paesaggio, la cultura e le eccellenze locali.
"Con grande entusiasmo mi sono messa in pista - scrive l'autrice Ornella D'Alessio - e ho percorso ciclovie realizzate su sedimi ferroviari abbandonati, spesso aperte anche ai pedoni. È sempre una gioia pedalare dove un tempo sbuffava il treno, una grande emozione percorrere quei tracciati, pianeggianti e sicuri, che ancora oggi raccontano storie passate mantenendole vive nella memoria. Una prospettiva diversa per ammirare paesaggi, degustare prelibatezze locali e conoscere territori, possibile anche per i pigri che non salgono in sella senza sapere che oggi con le biciclette elettriche è tutto più facile".
Dopo un esordio dedicato alle origini della bicicletta e al suo straordinario ruolo nella conquista dell'emancipazione femminile con Melania Sebastiani, la rassegna Ruote di Carta prosegue il suo viaggio tra libri, storie e cultura della bicicletta al Museo del Ciclismo di Spezia.
Venerdì 3 luglio alle ore 17 protagonista sarà la scrittrice e giornalista Ornella D'Alessio, che presenterà la seconda edizione ampliata di "Vie Verdi. Itinerari in tutta Italia da fare in bicicletta o a piedi sui tracciati ferroviari dismessi".
Il volume conduce i lettori lungo le greenways italiane, percorsi nati dal recupero di antiche linee ferroviarie oggi trasformate in ciclovie e sentieri. Un invito a riscoprire il territorio con un ritmo diverso, dove la mobilità dolce incontra la memoria storica, il paesaggio, la cultura e le eccellenze locali.
Giornalista, grande viaggiatrice e autrice di guide e reportage, Ornella D'Alessio racconta un'Italia autentica che si svela pedalata dopo pedalata, lungo itinerari accessibili e suggestivi, capaci di trasformare il viaggio in un'esperienza di conoscenza e di scoperta.
Dall'introduzione di Silvia Livoni: "Le vecchie ferrovie trasformate in piste ciclabili sono molto più di semplici infrastrutture per la mobilità lenta: sono ponti tra passato e futuro, tra memoria e innovazione. Questi percorsi, un tempo solcati da treni che collegavano città e campagne, oggi offrono ai cicloturisti un modo unico per esplorare il territorio, immergendosi nella sua storia e nella sua natura. Pedalare lungo una ex ferrovia significa riscoprire il valore del viaggio slow, quello che permette di assaporare ogni dettaglio del paesaggio, di percepire i profumi della terra e di ascoltare il silenzio interrotto solo dal suono della propria pedalata. Come il dondolio del treno, il ritmo costante della bicicletta accompagna il viaggiatore in un'esperienza meditativa e coinvolgente, favorendo l'incontro con altre persone e la condivisione di emozioni e scoperte. Le stazioni abbandonate, i viadotti imponenti, le gallerie scavate nella roccia e i ponti sospesi nel vuoto non sono solo tracce di un passato ferroviario glorioso, ma diventano parte integrante dell'itinerario di chi oggi lo attraversa su due ruote. Ogni percorso racconta una storia".
Con questo secondo incontro, Ruote di Carta conferma la propria vocazione a raccontare la bicicletta non soltanto come mezzo di trasporto o pratica sportiva, ma come strumento di cultura, sostenibilità e valorizzazione dei territori.
L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
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Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
30-06-2026 15:40
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