Porto della Spezia, intesa tra LSCT e Dock Service: decisiva la mediazione dell'AdSP

Dopo settimane di alta tensione sul futuro dell'appalto portuale, La Spezia Container Terminal apre al dialogo con la cooperativa Dock Service. Determinante il ruolo di mediazione dell'Autorità di Sistema Portuale e di Confcooperative Liguria.

Il porto della Spezia torna a respirare. Dopo settimane di fortissima tensione generate dalla decisione di La Spezia Container Terminal (LSCT) di non voler rinnovare per il 2027 l'appalto alla cooperativa Dock Service, lo scenario evolve verso un percorso di dialogo e di confronto costruttivo tra le parti. Una svolta che segna un cambio di passo significativo nella gestione di una delle vertenze più delicate degli ultimi mesi nello scalo spezzino.


A fare la differenza è stata la mediazione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, che ha facilitato il confronto diretto tra le parti e che supporterà attivamente anche la successiva fase esecutiva dell'accordo. Altrettanto determinante il contributo di Confcooperative Liguria, attraverso cui Dock Service ha presentato un piano di rilancio industriale concreto come alternativa alla riorganizzazione infragruppo inizialmente ipotizzata da LSCT per la gestione diretta del ciclo operativo.




«Un cambio di passo reso possibile dalla straordinaria capacità di resilienza dimostrata da Dock Service e dalla mediazione dell'Autorità di Sistema Portuale, che ha permesso di riaprire un canale di confronto costruttivo» ha dichiarato Anna Vivaldi, presidente di Confcooperative Liguria – Federazione Lavoro e Servizi e vicepresidente della cooperativa spezzina Dock Service. La dirigente ha sottolineato come la cooperativa abbia risposto alla crisi con fermezza e spirito propositivo, senza cedere alla rassegnazione.



LSCT ha confermato la propria disponibilità a non chiudere le porte, accettando di valutare un piano di riassetto alternativo rispetto alla gestione diretta del ciclo operativo, legata ai significativi investimenti previsti dagli accordi di concessione. Questo passo in avanti distende un clima che aveva visto la mobilitazione di istituzioni locali, regionali, forze politiche e sociali, profondamente preoccupate per le modalità della decisione e per le sue ricadute sul fronte occupazionale.



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