Allarme clima, la consigliera Lombardi presenta una mozione per ripensare la pianificazione urbana della…

Alla base anche un questionario rivolto ai cittadini, che ha avuto oltre 430 risposte.

Quest'anno, la nostra città, ha già subito tre ondate di calore, come molte altre città italiane. Un segnale che, secondo la consigliera comunale Giorgia Lombardi, non può più essere ignorato: le alte temperature non rappresentano soltanto un problema ambientale, ma un tema di salute pubblica, di qualità della vita e di pianificazione urbana. I dati sono impietosi: nell'estate del 2025 il caldo ha provocato oltre 61.000 morti in Europa, delle quali circa 18.000 in Italia, il numero più alto tra tutti i Paesi europei.


La Spezia è una delle città italiane con il più elevato indice di invecchiamento, il che la rende particolarmente vulnerabile agli effetti delle alte temperature. Anziani, persone con patologie croniche, bambini piccoli, persone con disabilità e lavoratori all'aperto sono le categorie più esposte. Prima di presentare la mozione, Lombardi si è confrontata con Francesca Coppola, assessora all'Urbanistica e al Verde urbano del Comune di Genova, e con Elena Grandi, assessora all'ambiente di Milano, oltre ad approfondire esperienze italiane ed europee.




Per dare voce ai cittadini, è stato realizzato un questionario aperto a cui hanno risposto 432 persone. I risultati sono eloquenti: il 97,9% degli intervistati percepisce un aumento sensibile delle temperature negli ultimi anni; il 93,1% dichiara di aver rinunciato almeno qualche volta a passeggiare o frequentare gli spazi pubblici a causa del caldo; il 56,4% ritiene poco o per niente ombreggiato il proprio quartiere. Dato particolarmente significativo: il 42,4% non possiede un climatizzatore, e tra chi ce l'ha molti ne limitano l'uso per i costi energetici elevati.



Le risposte aperte al questionario tracciano una direzione chiara. I cittadini, indipendentemente dall'età e dal quartiere di provenienza, chiedono grandi alberi, più parchi e aree verdi, percorsi ombreggiati, depavimentazione, fontanelle e oasi climatiche. Non interventi spettacolari, dunque, ma misure capaci di rendere lo spazio pubblico utilizzabile anche nei mesi estivi. Sia il centro città che i quartieri periferici vengono indicati come zone problematiche, prive di ombra e verde sufficiente, con poche eccezioni come la Maggiolina o il Parco della Rimembranza.



Lombardi ha analizzato anche alcune delle principali opere realizzate di recente in città per capire se la questione climatica stia davvero entrando nella progettazione urbana. Tra gli esempi positivi cita la pavimentazione drenante del parcheggio di piazzale Monte Grappa. Ma accanto a questi, persistono grandi parcheggi completamente impermeabilizzati, vaste superfici asfaltate e piazze con ombreggiamento insufficiente, come il nuovo deposito ATC o il parcheggio del nuovo Conad della Pianta. La domanda che si pone è diretta: perché continuare a progettare grandi superfici esposte al sole, senza prevedere alberature adeguate, pavimentazioni drenanti o pensiline fotovoltaiche che producano ombra ed energia?

Un capitolo centrale della mozione riguarda il verde urbano, che Lombardi chiede di considerare non più un elemento di arredo ma una vera infrastruttura pubblica, al pari di una rete fognaria o dell'illuminazione stradale. Un grande albero abbassa la temperatura dell'aria, riduce quella delle superfici, assorbe anidride carbonica, trattiene acqua piovana, filtra gli inquinanti e riduce il consumo energetico degli edifici, con benefici che durano decenni. Per questo, secondo la consigliera, ha poco senso investire prevalentemente in allestimenti floreali stagionali a scapito del patrimonio arboreo.

Le richieste contenute nella mozione sono concrete e misurabili. Si chiede un Piano comunale dedicato all'adattamento alle ondate di calore, con obiettivi, tempi e risultati verificabili; una rete di rifugi climatici, coordinata dal Comune anche valorizzando disponibilità già esistenti come i locali della CGIL della Spezia; un aumento della depavimentazione per restituire permeabilità al suolo; e la valutazione climatica obbligatoria di ogni nuova opera pubblica o privata. La mozione si conclude con un appello alla responsabilità politica: ogni intervento realizzato oggi resterà nella città per decenni, e la scelta è tra continuare a progettare la città del Novecento o iniziare a costruire quella capace di affrontare il clima del XXI secolo.

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