di Francesca Tarantino - San Paolo, San Giovanni e Sant’Anna entrano nella comunità energetica solidale promossa da Fondazione Carispezia e Camera di Commercio: fotovoltaico, sostenibilità e risparmio per contrastare la povertà energetica.
La Spezia compie un passo significativo nella transizione ecologica e nella solidarietà energetica con l’ingresso delle parrocchie di San Paolo Apostolo, San Giovanni Battista e Sant’Anna nella CERS “Eliodora”, la comunità energetica rinnovabile e solidale promossa da Fondazione Carispezia insieme alla Camera di Commercio Riviere di Liguria e alle associazioni di categoria. L’iniziativa nasce per favorire la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili e per contrastare la povertà energetica locale, coinvolgendo progressivamente enti, imprese e cittadini.
Il vicepresidente vicario della Camera di Commercio, Davide Mazzola, ha definito l’adesione delle tre parrocchie “un’occasione importante per infoltire la nostra CERS e sottolineare il nostro impegno verso un modello che unisce sostenibilità ambientale e solidarietà”. Ha ricordato che ogni attività passa attraverso il Punto Impresa Digitale, struttura camerale che supporta imprese e realtà del territorio nella transizione ecologica e digitale.
Il presidente di Fondazione Carispezia, Andrea Corradino, ha ringraziato la Camera di Commercio, “soggetto indispensabile e promotore dell’iniziativa”, spiegando come la collaborazione abbia permesso di coinvolgere enti locali, terzo settore e privati. Ha evidenziato il carattere ambientale del progetto, legato alla transizione energetica, e soprattutto la sua dimensione solidale: “L’energia che non viene consumata può essere messa a disposizione per fini sociali”. Ha poi annunciato che la CERS si sta ampliando oltre la provincia, con 14 comuni della Garfagnana pronti ad aderire, segno di un modello che funziona e che crea “una sintonia positiva tra gli enti del territorio”.
Il presidente di Segnoverde, ing. Aldo Sammartano, ha spiegato che il gruppo “si occupa di energia elettrica, gas naturale ed efficientamento energetico” e che questa iniziativa rappresenta “un’attività virtuosa che può crescere molto se coltivata con attenzione”. Ha ricordato l’impegno dell’azienda sul territorio e il ruolo di Segnoverde nella realizzazione dell’impianto fotovoltaico della parrocchia di San Paolo.
Il tecnico di Segnoverde ha illustrato nel dettaglio l’impianto già attivo sulla parrocchia di San Paolo Apostolo: 15 kW, 30 moduli con efficienza del 22,9%, inverter al 98,6% e una produzione annua stimata di 18.976 kWh, sufficiente a coprire tutti i consumi della chiesa. L’energia eccedente viene condivisa con gli altri membri della comunità energetica. L’impatto ambientale è significativo: 134,62 tonnellate di CO₂ evitate, equivalenti a 269 alberi piantati o a oltre 1.121.000 km non percorsi in automobile. Ha inoltre spiegato che le parrocchie di San Giovanni Battista e Sant’Anna, in attesa dei rispettivi impianti da 20 kW e 8 kW, beneficiano già dell’energia condivisa da San Paolo, che copre la maggior parte dei loro consumi annuali.
Sul tema ambientale, Andrea Corradino ha ricordato che “il cielo non può essere una discarica gratuita” e che iniziative come la CERS servono a sensibilizzare verso una responsabilità collettiva. Ha sottolineato che la comunità energetica spezzina si distingue per la S finale di “solidale”, che indica la volontà di destinare l’energia prodotta in eccesso e gli eventuali risultati di gestione al sostegno delle fasce più fragili, offrendo energia a prezzi calmierati.
L’amministratore parrocchiale di San Paolo, don Samuele Bertonati, ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico: “La principale ragione è l’aspetto etico, nel rispetto del creato e dell’energia pulita, come ricorda l’enciclica Laudato si’”. Ha aggiunto che il risparmio economico generato dall’impianto potrà essere reinvestito nelle attività pastorali, dal catechismo alla distribuzione alimentare del giovedì, evidenziando la sinergia tra dimensione etica, economica e pastorale.
Il direttore generale di Fondazione Carispezia, Vittorio Bracco, ha chiarito il funzionamento delle comunità energetiche rinnovabili, spiegando che la CERS spezzina “è nata vuota”, con l’obiettivo di accogliere nel tempo tutte le opportunità disponibili. Ha ricordato che possono aderire imprese, privati, associazioni, enti pubblici e parrocchie, contribuendo alla produzione o beneficiando dell’energia condivisa. La CERS “Eliodora” è aperta a tutta la Spezia e alla Lunigiana, con un modello che punta a coinvolgere progressivamente tutte le realtà del territorio.
La comunità energetica rappresenta oggi un esempio di collaborazione territoriale tra enti, associazioni, parrocchie e privati, con un potenziale enorme grazie alle superfici disponibili negli edifici pubblici e comunali. L’iniziativa vuole essere una risposta concreta alla sfida ambientale ed economica, promuovendo un modo nuovo di condividere energia e responsabilità.
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Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
24-07-2026 15:54
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