«Ricordo di mia Madre», cinque anni fa ci lasciava il poeta e bibliofilo Massimo Battolla

A cinque anni dalla scomparsa di Massimo Battolla, avvenuta il 6 agosto 2021, Valerio P. Cremolini ricorda il poeta, studioso di Dante e appassionato collezionista di ex-libris attraverso la prefazione al suo commovente poema dedicato alla madre.

Sono trascorsi cinque anni dalla scomparsa di Massimo Battolla, sessantacinquenne, avvenuta il 6 agosto 2021. A ricordarlo è Valerio P. Cremolini, che ne traccia il profilo di appassionato bibliofilo, studioso di Dante, valente collezionista di ex-libris e apprezzato poeta, proponendo la prefazione di Ricordo di mia Madre, commovente poema dedicato nel 2017 dalla madre Maria Vilma e arricchito dagli straordinari disegni dell'artista lettone Natalija Cernecova.


Per l'amabile carme dedicato a mamma Maria Vilma, Battolla non è andato alla ricerca di un titolo enfatico, scegliendo la semplicità di Ricordo di mia Madre. Cremolini sottolinea come la genuinità dell'intero poema si associ all'eleganza dei versi, generati da un candore che caratterizza la straordinaria pietas filiale dell'autore. «Mentre li leggevo», scrive il prefatore, «ero scosso da una commozione per nulla passeggera e nella mia mente ha risuonato l'ininterrotta attualità del quarto comandamento: Onora il padre e la madre».




Il testo di Cremolini intreccia la lettura del poema a richiami scritturali di grande forza evocativa. Cita la lettera paolina agli Efesini — «Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto» (Ef 6,1-4) — e il libro del Siracide, dall'Antico Testamento, che ammonisce: «Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta la madre è maledetto dal Signore» (Sir 3,12-16). Un percorso spirituale che restituisce profondità universale alla scelta poetica di Battolla.



Battolla dedica alla madre parole stracolme di tenerezza, approdando, secondo Cremolini, a quell'aura miracolistica della poesia che rende proprie le parole di dolore e di gioia, di vita e di morte. Il linguaggio del poeta profuma di verità sia quando il cuore ripercorre ricordi non offuscati dal tempo, sia quando rivive il presente senza più la rassicurante cura dei genitori. L'intero racconto poetico procede con un incedere tutt'altro che affannoso, arricchito da scelte metafore e mai cedevole sul piano espressivo.



Ricordo di mia Madre si configura come un canto di rara intensità umana, che offre il profilo di una famiglia unita da un amore robusto e duraturo. L'autore conduce il lettore in uno spazio esistenziale come voce narrante di un fecondo monologo autobiografico, in continuo dialogo con la madre, «luminosa stella polare» che egli considera tuttora vicina nel cammino della vita. Il poema si chiude con le parole rivolte a mamma Maria Vilma e papà Manlio: «Vi vogliamo bene per tutto quello che avete fatto per noi».

A corredare il poema sono le tavole di Natalija Cernecova, artista lettone dalla riconosciuta dimensione internazionale, che ha creato appositamente un ciclo di straordinari angeli musicanti protagonisti di un allegorico concerto, idealmente dedicato a Maria Vilma. Si tratta di ammirevoli disegni a china, realizzati con finissimi pennini su pagine bianche, da cui figure angeliche dal sapore antico sorprendono per completezza e naturale bellezza. Cremolini richiama, a confronto, gli avvenenti angeli musicanti affrescati da Melozzo da Forlì, sottolineando la superba sintassi formale che contraddistingue le creature spirituali della Cernecova.

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