Missione militare in Arabia Saudita senza voto, la Rete Pace chiede lo stop

La Rete spezzina Pace e Disarmo torna in piazza lunedì 10 agosto alle 18 in piazza Mentana alla Spezia per il 192° presidio settimanale, puntando i riflettori sulla missione militare italiana avviata nel Golfo senza un voto parlamentare specifico.

La Rete spezzina Pace e Disarmo convoca la cittadinanza al 192° presidio «Se vogliamo la Pace prepariamo la Pace», in programma lunedì 10 agosto alle ore 18 in piazza Mentana alla Spezia. Al centro del presidio, oltre alla raccolta di firme per la proposta di legge popolare sulla difesa civile nonviolenta, c'è la denuncia di una missione militare italiana avviata nel Golfo Persico senza che il Parlamento si sia espresso con un voto specifico.


La cosiddetta Task Force Air – Arabia e la parallela Task Force Land – Arabia sono un dispositivo militare di prima grandezza schierato dalla seconda metà di marzo 2026 in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. I dettagli della missione — secondo quanto denuncia la Rete italiana Pace e Disarmo, di cui quella spezzina condivide il comunicato — non sono stati resi noti attraverso un passaggio parlamentare, ma attraverso una scarna nota pubblicata sul sito del Ministero della Difesa, giustificata genericamente con la tutela degli interessi nazionali nell'area, dopo mesi di silenzio.




Nel dettaglio, la missione prevede il dispiegamento di 400 militari dell'Aeronautica con aerei Eurofighter e di 300 militari dell'Esercito con batterie terra-aria Samp-T tra Arabia Saudita e Bahrein, a ridosso di un teatro di guerra attivo che coinvolge sia la crisi iraniana sia il conflitto in Yemen. Per i promotori del presidio, un riferimento generico non è sufficiente a giustificare una missione di questa portata: serve un nuovo dibattito parlamentare e uno stop alle operazioni, perché nessuna sicurezza costruita nell'opacità e nell'aggiramento delle regole democratiche può dirsi davvero duratura.



Nel frattempo, sottolinea la rete pacifista, la corsa al riarmo prosegue a scapito degli impegni assunti su clima, sanità, cooperazione internazionale e welfare, senza che l'opinione pubblica venga adeguatamente informata. Per invertire questa tendenza, la Rete italiana Pace e Disarmo, la Conferenza nazionale degli enti di servizio civile (Cnesc) e l'associazione Sbilanciamoci! promuovono una proposta di legge popolare per una «Difesa civile non armata e nonviolenta», pensata per essere dispiegata nelle aree a rischio di conflitto armato al fine di ridurne o eliminarne le cause.



Per sostenere la proposta sono necessarie 50.000 firme entro il 15 settembre. È possibile aderire online sul sito www.difesacivilenonviolenta.org oppure su moduli cartacei che saranno disponibili durante il presidio di lunedì e in altri eventi pubblici. L'appuntamento di piazza Mentana rappresenta dunque un doppio momento di mobilitazione: contro l'opacità delle scelte militari del governo e a favore di un modello alternativo di difesa fondato sulla nonviolenza.

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