Medusei, due cambi di partito e una costante: “Sono stato scelto dalla gente”

di MAT - Nel 2024 lasciò il Carroccio parlando di divergenze politiche. Due anni dopo lascia Fratelli d’Italia e sceglie il movimento di Vannacci: «Piena sintonia con la visione di Futuro Nazionale». Cambiano i partiti, ma resta la rivendicazione del rapporto diretto con gli elettori.

Gianmarco Medusei cambia ancora casa politica. Dopo l’addio alla Lega nel 2024 e il successivo approdo a Fratelli d’Italia, il consigliere regionale spezzino ha deciso di lasciare anche il partito di Giorgia Meloni per aderire a Futuro Nazionale, la formazione guidata dal generale Roberto Vannacci. Un nuovo passaggio che inevitabilmente riporta alla memoria quello di due anni fa e consente di mettere a confronto parole, tempi e motivazioni.


Era il 29 agosto 2024 quando Medusei annunciava la fine del suo percorso nella Lega. Dopo essere stato eletto nel 2020 con il Carroccio e aver ricoperto la presidenza del Consiglio regionale, spiegava di aver deciso di «terminare qui il mio percorso con la Lega» una volta conclusa quella legislatura. Nella stessa occasione parlava di «divergenze politiche» con il direttivo provinciale spezzino, divergenze che, a suo dire, si erano progressivamente acuite. Rivendicava inoltre il contributo dato al partito sul piano elettorale e della proposta politica.




La destinazione, in quel caso, era Fratelli d’Italia. Il passaggio maturò nelle settimane successive, alla vigilia delle elezioni regionali. Medusei si sarebbe quindi presentato al voto nella lista di FdI, venendo rieletto nell’ottobre 2024; ottenne 2.758 preferenze, risultando il più votato della lista nel collegio spezzino. 



Due anni dopo lo schema, almeno in parte, si ripete. Medusei lascia il partito nel quale era stato eletto e sceglie una nuova formazione politica. Ma questa volta c’è una differenza sostanziale: il passaggio avviene nel corso della legislatura e non alla sua conclusione.



E anche le parole utilizzate per spiegare la scelta sono differenti. Oggi Medusei respinge l’idea che il suo sia un movimento dettato dalla convenienza personale: «La mia non è una scelta dettata dalla convenienza personale», afferma. E aggiunge di lasciare il partito di governo perché ormai esisterebbe una «piena sintonia con la visione» di Futuro Nazionale.

C’è però un elemento che accomuna le due vicende: la rivendicazione del proprio rapporto con gli elettori e con il territorio. Nel 2024 Medusei sottolineava il contributo personale dato alla Lega nelle competizioni elettorali e nella costruzione della proposta politica. Oggi, annunciando il passaggio a Futuro Nazionale, ribadisce: «Non sono stato mai nominato ma scelto dalla gente», assicurando che continuerà a lavorare per La Spezia e la Liguria.

È proprio questo il punto politico più delicato del nuovo cambio di casacca. Nel 2024 Medusei lasciò la Lega prima del voto regionale e si presentò agli elettori con un nuovo simbolo. Nel 2026, invece, il passaggio avviene dopo una rielezione ottenuta nella lista “Giorgia Meloni per Bucci presidente - Fratelli d’Italia”. Per FdI, dunque, la questione assume un peso diverso.

Non a caso il capogruppo regionale Rocco Invernizzi ha definito la decisione «politicamente grave», sottolineando che chi viene eletto sotto un simbolo ha una responsabilità anche nei confronti del partito, dei militanti e degli elettori. «La politica richiede coerenza, lealtà e rispetto», è la posizione espressa, con particolare attenzione al fatto che il cambio avvenga a mandato in corso. Nel frattempo, FdI La Spezia, per voce del coordinatore provinciale Davide Parodi, chiede a Medusei le dimissioni, richiamando il principio di coerenza nei confronti degli elettori che lo hanno eletto sotto il simbolo di Fratelli d’Italia.

Il confronto tra i due addii restituisce quindi una fotografia particolare della parabola politica di Medusei: nel 2020 l’elezione con la Lega, nel 2024 il passaggio a Fratelli d’Italia e la rielezione, nel 2026 l’adesione a Futuro Nazionale. Tre appartenenze diverse in sei anni, con un elemento costante: la centralità della sua figura personale e del consenso raccolto sul territorio.

Ora resta da capire quanto questo nuovo passaggio inciderà sugli equilibri del centrodestra spezzino e ligure. Perché, a differenza del 2024, questa volta Medusei non cambia schieramento alla vigilia di un’elezione regionale: cambia partito mentre il mandato è ancora in corso. E proprio questa differenza potrebbe rendere il nuovo capitolo molto più politicamente delicato del precedente.

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