Carro, il Consiglio comunale boccia l'aumento della TARI

Avviato un percorso legale per ottenere chiarimenti sui costi.

L'ultima riunione del Consiglio comunale di Carro ha visto l'approvazione, con i voti della sola maggioranza, di diverse delibere importanti per l'Ente: il via libera agli equilibri di bilancio dell'esercizio 2026 e l'affidamento alla società in house di nuova costituzione «Carro Sviluppo e Territorio s.r.l.» della gestione della Casa Paganini, divenuta centro di formazione e divulgazione musicale, e delle case di Ziona, da destinare ad attività di turismo socio-culturale e di promozione del territorio.


Diverso l'esito quando si è passati a discutere degli aumenti tariffari della TARI per l'esercizio in corso. L'assessore al bilancio Loriano Isolabella ha ricordato che già nel 2025 l'amministrazione aveva manifestato la disponibilità a riconoscere un incremento massimo del 3% — analogamente a quanto avvenuto per le tariffe dell'acqua — chiedendo contestualmente un incontro alla società Acam Ambiente, gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti per l'ambito territoriale provinciale, per discutere possibili migliorie e comprendere le ragioni di aumenti ritenuti eccessivi.




La richiesta di incontro formulata dal Comune non ha ricevuto alcuna risposta. Secondo quanto riferito dall'assessore Isolabella, Acam Ambiente avrebbe invece comunicato all'ente che, in caso di mancata applicazione degli aumenti previsti, avrebbe addebitato al Comune i minori ricavi conseguenti. Il Comune di Carro ha respinto tale pretesa, avviando un percorso legale sul presupposto che l'ente abbia il diritto di ricevere una spiegazione chiara e dettagliata degli incrementi tariffari, non desumibile da atti adottati su indicazione del fornitore del servizio e privi di adeguata motivazione sui costi aggiuntivi che li giustificherebbero.



L'assessore ha sottolineato due principi fondamentali che regolano la normativa sulle tariffe dei servizi pubblici. Il primo riguarda la distinzione tra tariffe e prezzi: i secondi seguono le dinamiche di mercato, mentre le prime devono essere calcolate attraverso la chiara identificazione dei costi sostenuti per l'esercizio del servizio affidato. Il secondo principio richiamato è quello della comprensibilità dei provvedimenti amministrativi, che devono essere formulati in modo intellegibile per tutti i destinatari, indipendentemente dal loro livello di istruzione — una condizione che, secondo Isolabella, la delibera tariffaria in esame non soddisferebbe, richiamando algoritmi e metodologie statistiche di difficile lettura.



Sulla base di queste motivazioni, il Consiglio comunale ha votato all'unanimità la richiesta formale rivolta al gestore affinché vengano rese note le modalità con cui sono stati determinati i valori che hanno prodotto i maggiori costi del servizio per il 2026 della TARI. Si tratta del secondo anno consecutivo in cui l'assemblea consiliare di Carro si esprime contro l'applicazione degli aumenti tariffari proposti da Acam Ambiente.

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