L'artista riflette su oggetti realizzati dai ricercator per studiare le rotte delle plastiche in mare.
Nata nel contesto di Aktè - Laboratorio del mare, a cura di Spazi Fotografici, l’opera "I vagabondi" di Bellomo riflette su oggetti, che l’artista definisce "accrocchi dall’estetica postumanoide" realizzati dalle ricercatrici e dai ricercatori del CNR - ISMAR e IFC e dell’INGV per studiare le rotte delle plastiche in mare.
Nature morte fotografiche, raffiguranti oggetti conosciuti in ambito scientifico come drifters, vengono qui ingigantite e affisse nello spazio urbano: un cambio di scala e di contesto che, racconta Bellomo, «trasforma questi oggetti neovernacolari in una sorta di astronave che irrompe nel paesaggio urbano, attirando l’attenzione sul lavoro dei ricercatori italiani e sulle metodologie con cui indagano l’inquinamento marino».
Da qui, la necessità di far parlare - senza la figura dell'artista presente in sala - coloro da cui prende vita il progetto.
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: «Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto, che attraverso l’arte e la ricerca ci permette di comprendere meglio cosa accade ai rifiuti una volta dispersi nell’ambiente e quale viaggio possono compiere nei nostri mari. I rifiuti non spariscono: restano nell’ambiente, si trasformano, entrano negli ecosistemi e possono avere conseguenze anche sulla nostra salute. Per questo è fondamentale sensibilizzare tutte le generazioni, a partire dai più giovani, sull’inquinamento marino e sull’importanza dei nostri comportamenti quotidiani. Questo progetto ha inoltre il grande merito di far conoscere il lavoro dei nostri istituti di ricerca, mettendo in contatto cultura e scienza per aiutarci a conoscere meglio il nostro pianeta, rispettarlo e proteggerlo».
Le ricercatrici Silvia Merlino, del CNR, e Marina Locritani, dell’INGV di Santa Teresa, anche a nome di Marco Paterni del CNR di Pisa, che non ha potuto presenziare ma il cui lavoro è stato fondamentale, insieme ad alcune studentesse dell’IIS Capellini-Sauro che hanno partecipato al progetto di Citizen Science, grazie al quale sono nati alcuni dei “vagabondi”, fotografati da Fabrizio Bellomo e affissi in città, illustrano scopi, risultati e retroscena.
Tutto questo, racconta Davide Marcesini, presidente di Spazi Fotografici, è stato possibile perché il progetto Aktè - programma di residenze artistiche che ha coinvolto, oltre al Comune della Spezia, l’intero Golfo dei Poeti da Ameglia a Porto Venere passando per Lerici- ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Starter_Cultura e creatività per la sfida ambientale” che si propone di promuovere la produzione creativa e artistica, specie giovanile, e per sensibilizzare sulle grandi sfide del presente, incentivando la cultura della sostenibilità ambientale.
Infine l'intervento della curatrice Chiara Ruberti, alla scoperta della pratica di Bellomo, contestualizza il lavoro nell'ottica più ampia dell'arte pubblica e ne sottolinea «il suo procedere per frammenti». Il suo «riposizionare e ricollocare in contesti altri gli elementi della sua ricerca». Sembra - continua Ruberti- «abbia come obiettivo ultimo quello di farci fermare, riflettere e interrogare, accorgersi di cosa ci accade intorno senza restare sempre a galleggiare sulla superficie delle cose, ma cercando di andare più in profondità. “I vagabondi” sono lì ad attirare la nostra attenzione, funzionando come una cassa di risonanza per una ricerca d’eccellenza sviluppata sul e per il territorio e chiedendoci di non dimenticare un tema urgente come quello dell’inquinamento marino».
Dulcis in fundo, un momento di convivialità, di scambio e di discussione informale sulla terrazza del Centro d’Arte Moderna e Contemporanea del Golfo.
L’evento è stato preceduto dalle 16 alle 18, da un tavolo di confronto pomeridiano in cui istituzioni, artisti, associazioni e progettisti si sono confrontati sul ruolo, le opportunità e gli obiettivi dei progetti di arte pubblica e partecipata.
(Foto di Davide Marcesini)
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Categoria Attualità
Autore: Gazzetta della Spezia
10-08-2026 17:52
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