Pietro Tedeschi interviene sul sistema degli appalti: «Servono qualità, garanzie sociali, tempi certi e controlli»
«Le gare al massimo ribasso sono il cancro degli appalti pubblici». È questo il punto di partenza della riflessione estiva di Pietro Tedeschi, che rivolge un appello agli amministratori pubblici affinché venga ripensato il sistema con cui vengono assegnati gli appalti.
Secondo Tedeschi, il ricorso al prezzo più basso rischia di produrre conseguenze negative: «Opere mal fatte, operai in nero o pagati una miseria e, a volte, tangenti. E zero controlli». Per questo, dopo anni, sarebbe necessario «cambiare registro» e superare un modello nel quale il prezzo finisce per diventare il principale, se non l’unico, elemento di valutazione.
Nella proposta di Tedeschi le gare dovrebbero invece prendere in considerazione quattro parametri fondamentali: la qualità dei materiali e dell’impresa; le garanzie sociali, con uno stipendio minimo di 9 euro l’ora per i lavoratori; la certezza dei tempi di consegna, accompagnata da penali effettive in caso di ritardi; infine il prezzo, che dovrebbe essere considerato come ultimo criterio e non come unico elemento decisivo.
Un capitolo centrale riguarda poi i controlli. «Magistratura, Ispettorato del Lavoro, Finanza devono stare nei cantieri, non arrivare dopo», sottolinea Tedeschi, secondo il quale una maggiore presenza degli organi di controllo potrebbe contribuire a contrastare irregolarità e sfruttamento. «Se continuiamo così sprechiamo soldi pubblici e favoriamo chi sfrutta. È il momento di scegliere: o qualità e diritti, o il solito ribasso che ci costa doppio».
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Categoria Politica
Autore: Gazzetta della Spezia
16-08-2026 15:01
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