di MAT - E' il momento del dolore, non dei giudizi affrettati.
Non è il momento di tirare conclusioni. È il momento del silenzio, del pianto, del dolore. È il momento di stringersi intorno alla famiglia Piaggi, che per cinque giorni, su un molo, insieme ai soccorritori, ha continuato a sperare di poter riabbracciare il proprio figlio.
Cinque giorni vissuti sospesi, tra la speranza e la paura, con gli occhi rivolti verso quel mare che, come nei Malavoglia, può essere vita e destino, attesa e dolore. Un mare che ha restituito la risposta che nessuno avrebbe mai voluto ricevere e che noi, come giornale, non avremmo mai voluto pubblicare.
In questi momenti non servono parole affrettate, giudizi o ricostruzioni. Ci sarà tempo, se sarà necessario, per capire cosa sia accaduto e per cercare risposte. Oggi c’è soltanto una famiglia che piange la perdita di Sebastiano.
La causa dell’incidente, l’obbligo di indossare il salvagente, il GPS, la patente nautica anche per i fuoribordo sotto i 40 cavalli: sono tutte chiacchiere da social — una volta si diceva “da bar”, ndr — e le lasciamo volentieri agli altri.
Adesso è il momento del silenzio e del rispetto per la famiglia Piaggi.
Le uniche parole che possiamo e vogliamo spendere sono quelle del nostro cordoglio, da parte dell’Editore, del Direttore responsabile e di tutta la Redazione.
Alla famiglia di Sebastiano va il nostro più sincero e commosso abbraccio.
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Categoria Cronaca
Autore: Gazzetta della Spezia
21-08-2026 11:40
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